UCRAINA/1 - Negoziati chiusi senza svolte, si va verso il secondo round
Manifestazioni contro la Russia

UCRAINA/1 - Negoziati chiusi senza svolte, si va verso il secondo round

Il primo vertice tra Mosca e Kiev non porta risultati, nuovo tentativo a breve. Per gli inviati del Cremlino «ci sono le basi per trattare»

Si sono conclusi senza una svolta - come ampiamente temuto - i primi colloqui tra Ucraina e Russia sul conflitto in Ucraina, organizzati in un luogo segreto in Bielorussia: per il capo delegazione di Mosca sarebbero stati individuati «punti su cui trovare posizioni comuni» quindi un nuovo incontro dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Nel quinto giorno dall’invasione russa, e all’ombra delle minacce nucleari di Mosca, i combattimenti e gli attacchi sono però proseguiti, facendo aumentare il bilancio di vittime e sfollati. La comunità internazionale continua a lavorare dietro le quinte, dopo aver deciso severe sanzioni verso Mosca, con un colloquio tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e gli alleati e un incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel pomeriggio, Macron ha parlato a Putin al telefono. Il francese gli ha chiesto di fermare gli attacchi ai civili, punto su cui il russo si è impegnato, ha riferito l’Eliseo. Putin, secondo i media russi, ha posto le condizioni a un accordo: «Solo tenendo conto incondizionatamente dei legittimi interessi della Russia», ossia «il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea», la «smilitarizzazione e denazificazione dello Stato ucraino e la garanzia sullo status neutrale». All’Assemblea generale Onu, nella prima sessione d’emergenza da decenni, l’ambasciatore russo Vasily Nebenzya ha invitato le Nazioni unite a «contribuire ad avvicinare le posizioni» delle parti, ribadendo però: «Non è la Russia ad aver iniziato le ostilità. Sono state avviate dall’Ucraina».

L’ambasciatore ucraino Serhiy Olehovych Kyslytsya ha parlato invece di invasione «non provocata» della Russia, mentre il segretario generale Antonio Guterres ha lanciato un messaggio forte e diretto: «I combattimenti in Ucraina devono finire, ora». E ha descritto l’ordine di Putin sull’allerta delle forze di deterrenza nucleare come «uno sviluppo agghiacciante», «con implicazioni potenzialmente disastrose per tutti noi». Il presidente Volodymyr Zelensky, guardando a Occidente, ha poi firmato la richiesta di immediata adesione all’Ue. Qualche ora prima, però, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, aveva frenato: «Oggi questo non è all’ordine del giorno, credetemi. Dobbiamo lavorare su cose più pratiche. L’adesione è qualcosa che richiederà, in ogni caso, molti anni e dobbiamo fornire una risposta per le prossime ore. Non per i prossimi anni, ma per le prossime ore». In ogni caso, oggi il Parlamento europeo, riunito in una sessione Plenaria, voterà una risoluzione che «chiede alle istituzioni dell’Ue di adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di candidato all’Ue


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