Piero Ferrari, medico del pronto soccorso, è finito in corsia, come i suoi pazienti, ha capito che le carezze non sono «romanticismo, ma servono a guarire»
I primi tremendi giorni del contagio nel ricordo di tre operatori sanitari che a partire dal 21 febbraio hanno vissuto l’esperienza del lavoro in pronto soccorso a Lodi
Nel mirino l’Ats, che «non ci permette di fare diagnosi più sicure e di curare al meglio i nostri pazienti. È un atto criminale mandarci al fronte così»
In un mese gestiti mille pazienti, l’ordine dei medici segnala che si è fermato l’accesso indiscriminato: «In molti fanno la lastra e poi si curano a casa»