Stadio del Milan a San Donato, un investimento da 600 milioni

I primi numeri della nuova “casa” dei rossoneri in zona San Francesco su oltre 300mila metri quadrati

Il futuro stadio del Milan che potrebbe sorgere a San Donato richiederà un investimento di oltre 600 milioni di euro, dovrebbe avere una capienza di 70mila posti e il traguardo della squadra è quello di concludere il piano entro il 2028: proprio la lotta contro il tempo ha portato il club rossonero a bussare per la prima volta una decina di giorni fa al Comune di San Donato per valutare seriamente l’ipotesi dell’area San Francesco. Gli esorbitanti numeri dell’operazione sono quelli che erano stati ipotizzati nelle scorse settimane in cui i riflettori erano ancora accesi sull’area La Maura di Milano, ma sono probabilmente gli stessi che accompagnerebbero l’intervento anche nel caso in cui andasse in porto l’ipotesi che vede protagonista la città dell’Eni.

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L’attenzione resta quindi puntata sul comparto sandonatese da 300mila metri quadrati che si vede in una ricostruzione grafica (pubblicata a fianco) che sta circolando in questi giorni su Internet. Il comparto appartiene all’imprenditore Giuseppe Cassinari il quale, dopo aver partecipato nei giorni scorsi a un primo incontro tecnico con i rossoneri in municipio, in un un’intervista rilasciata al Cittadino ha reso noto che il lotto in questione - che è già stato al centro di un iter in Comune che è durato 5 anni per ottenere i permessi necessari a realizzare il polo per lo sport detto “Sportlifecity” - potrebbe rispondere pienamente all’esigenza espressa dal Milan di procedere a passo spedito. I punti di forza, ha sottolineato Cassinari, sono legati al “pacchetto” di diritti acquisiti, con un Programma integrato di intervento già pronto, nonché al fatto che si tratterebbe di un progetto già conforme agli strumenti urbanistici in vigore e per il quale non servono nemmeno delle opere di bonifica in quanto sono già stati effettuati i rilievi previsti.

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Resta da approfondire lo spinoso capitolo della viabilità, sulla base di uno studio già esistente che è stato calibrato su un potenziale di 30mila veicoli, e probabilmente servirà una variante. Un passaggio rispetto al quale il sindaco Francesco Squeri ha annunciato che, se la sua maggioranza ritenesse il progetto vantaggioso per la città, sarebbe pronto ad approvare nei tempi minimi previsti dalla procedura. Ieri si è così chiusa una densa settimana in attesa dei prossimi passi che muoverà nel breve termine la squadra.

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