Dybala? Sì, ma il vero idolo di Pinciroli è il papà

Dybala? Sì, ma il vero idolo di Pinciroli è il papà

Il giocatore del Sancolombano, figlio del direttore sportivo dell’Oriese, protagonista della puntata numero 30 di Generazione Duemila

Diventare come papà. Ci sono ragazzi che sognano di andare sulla luna, altri che vorrebbero diventare scienziati nucleari, altri ancora che vorrebbero essere i nuovi Cristiano Ronaldo. Ma ci sono anche quelli cresciuti con il mito di babbo e da grandi vorrebbero diventare esattamente come lui. Si scioglierà in un “brodo di giuggiole” Stefano Pinciroli, storico direttore sportivo e anima dell’Oriese, il cui figlio Andrea è entrato ormai stabilmente in prima squadra nel Sancolombano capolista del Girone F di Promozione fino a quando si è potuto giocare.

Classe 2002, 18 anni da compiere il prossimo maggio, “Pinci Junior” è in quarta superiore al liceo delle scienze applicate presso il “Cesaris” di Casalpusterlengo, ma per il prossimo futuro pensa di cambiare strada: «Diciamo che non ho ancora le idee chiarissime su cosa vorrò fare da grande - spiega il giocatore, esterno offensivo -, ma una volta superata la maturità mi piacerebbe iscrivermi all’università alla facoltà di economia». Un ramo di studi completamente diverso da quello scelto per le superiori: «Diciamo che l’economia è un ramo che mi ha sempre affascinato e poi in qualche modo ho sempre visto papà occuparsi di quello nell’azienda per cui lavora e quindi di riflesso mi ha appassionato. L’ho sempre visto uscire di casa la mattina presto con la giacca, la cravatta e la valigetta, per cui…non so, ho sempre desiderato diventare come lui. È sempre stato la mia ispirazione. Poi comunque c’è ancora tanto tempo davanti prima di prendere una scelta definitiva e avrò tempo per pensarci meglio».

Insomma, a dir la verità di tempo non ce ne sarà così tanto, visto che questo anno scolastico sta scivolando via velocemente: «Non so cosa succederà, ma di sicuro questo quadrimestre sarà alquanto anomalo. Alla fine credo che, a parte quelli che proprio hanno avuto un rendimento insufficiente nella prima parte di anno, saremo promossi tutti. Se mi piace andare a scuola? Sì, diciamo che vado abbastanza bene e studiare mi piace». Per una volta il ruolo alunno-insegnante si inverte e da Pinciroli arriva un voto positivo all’atteggiamento della scuola ai tempi del coronavirus: «Secondo me gli insegnanti sono stati bravi a reinventarsi: tutte le mattine noi ci colleghiamo via computer con i professori, che tengono vere e proprie lezioni e ci danno i compiti, alcuni stanno cominciando anche a dare delle valutazioni in base a delle specie di interrogazioni. Devo dire che la reazione è stata molto buona». Quindi si potrebbe pensare di continuare anche comodamente a frequentare dal divano di casa? «Per certi versi è meglio, perché almeno non ci svegliamo più alla mattina alle 6 e abbiamo più comodità. Ma andare a scuola con tutti i compagni, vivere la classe e le amicizie non ha prezzo, per cui dico che preferisco mille volte la scuola tradizionale».

A differenza della maggior parte dei coetanei Andrea Pinciroli non ama particolarmente ascoltare i rapper e la musica in genere, ma ha una passione smisurata per la Juventus e per l’argentino Dybala: «Anche questa ereditata da papà, che è sempre stato tifosissimo bianconero - conclude il giovane calciatore di Orio Litta, che dopo aver esordito con il pallone tra i piedi nella squadra del paese ha sempre giocato nel Bano -. Non andiamo spesso allo stadio, ma in casa non ci perdiamo una partita. Il mio giocatore preferito? Senza ombra di dubbio Dybala e sono contento che non l’abbiano ceduto in estate, perché adesso si è rivelato elemento imprescindibile al pari di Cristiano Ronaldo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA