Centrodestra al massacro, ora volano i coltelli

La Capezzera: «È colpa delle segreterie provinciali, pure la Lega ha toppato»

Un suicidio più o meno annunciato. Alla fine la corsa a tre del centrodestra ha servito su un piatto d’argento il comune di Codogno al Pd. E mentre la Lega si crogiola in un risultato che non considera affatto malvagio, nel Pdl soffiano venti di tempesta.

L’assessore ai trasporti della Provincia di Lodi, Nancy Capezzera, che nelle scorse settimane si è spesa in tutto e per tutto a favore di Dossena, non ha dubbi: la colpa è delle segreterie provinciali. E di un certo modo di fare politica, quello dove contano più le poltrone dei valori. «Se Pdl, Udc, Lega e la lista della Venelli fossero andate insieme alle urne, la coalizione avrebbe superato il 56 per cento - afferma l’assessore, come sempre senza peli sulla lingua -. Che cosa ha rovinato tutto? I troppi personalismi, le troppe “prime donne”, le spaccature e i partiti inesistenti. Il Pdl deve capire che è il momento di cambiare atteggiamento. Questa è la dimostrazione che la gente non premia più i simboli ma le persone, il fallimento della politica locale ha impedito di salvare le questioni che potevano essere affrontate. Sì, è stato fatto un regalo al centrosinistra, che governerà Codogno più debole rispetto a cinque anni fa, in ogni caso auguro al sindaco Ceretti un buon lavoro, c’è tanto lavoro da fare».

La Capezzera, pronta a collaborare come assessore di palazzo San Cristoforo con atteggiamento rispettoso nei confronti della nuova amministrazione, rincara la dose: «La responsabilità è delle segreterie provinciali, anche la Lega nord questa volta ha toppato. Io ho la coscienza a posto, la guerra bisogna farla all’avversario politico. Sentivamo di perdere in cuor nostro ma ci siamo comunque impegnati per perdere con dignità».

È evidente che il massacro di Codogno avrà delle conseguenze all’interno del Pdl, dove c’è già chi mette in discussione il ruolo del leader provinciale Claudio Pedrazzini, almeno secondo le indiscrezioni raccolte negli ultimi mesi. «La sconfitta di Codogno - commenta Pedrazzini - è la dimostrazione che, in maniera imbarazzante, la scelta di non tenere la coalizione unita è stato il regalo migliore per il centrosinistra. Se vogliamo vincere dobbiamo restare uniti, i voti delle tre liste segnalano che abbiamo un largo consenso. Questa situazione ci farà riflettere, ci sono state alcune valutazioni che non hanno permesso di tenere la coalizione compatta. La Lega nord pensava di riscuotere un successo migliore, ma non ha ottenuto più voti delle scorse regionali. Ringrazio Dossena per il lavoro svolto e auguro a Ceretti un buon inizio».

Il Carroccio non è affatto disposto a prendersi la colpa. Anzi, il segretario provinciale Guido Guidesi ribadisce che puntare tutto su Dossena è stata una decisione scellerata, dimostrata dai numeri.

«L’indisponibilità del sindaco uscente a fare un passo indietro ha causato la rottura della coalizione. Avevamo semplicemente chiesto di fare una valutazione sulla possibilità di trovare un candidato alternativo, valutazione che abbiamo condiviso con la segreteria provinciale del Pdl che ha dovuto rispettare un’indicazione da parte del coordinamento nazionale. La debolezza del sindaco uscente è dimostrata dal pessimo risultato che ha ottenuto, Dossena sotto il 18 per cento non ce lo aspettavamo. Noi abbiamo ottenuto un ottimo risultato, frutto di un gran lavoro, migliorando con più di 500 voti il risultato delle regionali di un anno fa. Vogliamo ringraziare tutti i candidati e tutte le persone che si sono date da fare in questa campagna elettorale, ringraziamo inoltre i nostri elettori. Faremo un’opposizione concreta e seria nella prospettiva di amministrare il comune in futuro. Non aggiungiamo altro se non lasciare le dovute valutazione politiche al direttivo provinciale».

In casa Pd, invece, il segretario provinciale Mauro Soldati preferisce rendere onore alla squadra: «È stato merito della lista e dell’impegno speso in questi mesi dal Pd - dice -. È una profonda soddisfazione, dopo 15 anni questa città doveva cambiare pagina, Ceretti è un sindaco motivato. La vittoria di Codogno modificherà anche i rapporti territoriali, è opportuno trovare nuove modalità di confronti con la Provincia».

Greta Boni

Guidesi: «L’indisponibilità del sindaco uscente a fare un passo indietro ha causato la rottura »

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