Staltari: «La politica sia collaborativa»

Se supero

il 3 per cento è già un risultato, anche perché

la politica non è il mio impegno primario. Ho un altro lavoro

Simone Uggetti è una persona capace.

Ha avuto

anche

la possibilità di superare le primarie, ciò vuol dire che è valido per fare

il sindaco

Francesco Staltari a tutto campo: i suoi progetti per la città, l’impegno per i giovani e l’orgoglio di voler correre da solo. Il candidato sindaco della lista civica Unione Popolare si presenta e non risparmia bordate verso chi lo aveva criticato.

Con i tagli ai trasferimenti ai Comuni la gestione finanziaria dell’ente non sarà facile. Perché ha deciso di candidarsi?

«Mi candido anzitutto perché mi piace fare politica. Trovo la politica intrigante perché offre la possibilità di migliorare le cose. Nelle file del Pdl non ho avuto tanti spazi per crescere. A Lodi questo partito non aveva un coordinamento provinciale. Ho quindi deciso di uscire dal Popolo della Libertà. Sono riuscito a trovare una squadra di giovani che pensa al futuro. Questi ragazzi ci credono. La politica per me va fatta con i cittadini, sulla strada e con le persone comuni. Non è fatta solo di premi o poltrone. Mi piace essere stimato, mettermi a disposizione e ascoltare tutti».

Si ritiene un candidato di centrodestra?

«Oggi come oggi non mi espongo perché non porto alcun tipo di colore, però ammiro tanto Berlusconi. Non si può criticarlo solo per l’aspetto personale. Berlusconi in Italia sta offrendo tanto, non si può contestarlo solo per invidia. Io ritengo valido il partito del Pdl, ma a livello nazionale. Ma in questa competizione io non ho colore politico, perché l’orientamento di destra o sinistra si è ormai perso».

Qual è l’obiettivo che si pone con questa candidatura?

«Io penso ad una politica collaborativa, che deve guardare ai cittadini. Non per forza di cose quindi un politico deve fare opposizione. Se un provvedimento è buono va sostenuto. Il ballottaggio per me è una cosa molto lontana, anche perché corro da solo con 28 candidati. Di conseguenza non credo di arrivare al secondo turno. Se supero il 3 per cento è già un ottimo risultato, anche perché la politica non è il mio impegno primario. Io non vivo di politica e non ho bisogno di fare l’assessore».

Se non arrivasse al ballottaggio chi sosterrà al secondo turno?

«Non so chi sosterrò, devo ancora valutare. Oggi non mi espongo, però penso che l’amministrazione uscente abbia fatto bene. Simone Uggetti è una persona capace. Ha anche avuto la possibilità di superare le primarie, ciò vuol dire che è valido per fare il sindaco. Dopo il risultato elettorale, come lista valuteremo un apparentamento. Vedremo se si può trovare un compromesso per appoggiare anche Uggetti. Cominetti invece mi ha lasciato un po’ così. Non mi ha convinto del tutto. Aveva detto che non andava con il Pdl e poi con quel partito si è alleata. Almeno Uggetti è rimasto stabile».

Ritiene che Lodi sia una cittàsicura?

«Lodi è sicura, ma vent’anni fa quando sono arrivato in città era ancora più sicura. Il problema sono in alcuni casi gli extracomunitari, che a volte non hanno un lavoro e succede che commettano dei crimini. Sono convinto che la sicurezza debba essere più considerata. E la sicurezza non può essere solo telecamere. Bisogna ad esempio controllare di più gli stranieri, censire queste persone. Quelli che si comportano bene vanno integrati, per gli altri bisogna trovare altre soluzioni».

Come evitare le infiltrazioni mafiose negli appalti?

«Dove c’è il business, c’è di sovente la mafia, la ‘ndrangheta e si intrufolano le organizzazioni criminali. Ma sono i politici che li fanno entrare, per scambio di voti. Spesso sono le società improvvisate, quelle megagalattiche che iniziano a fare delle operazioni, a rappresentare un problema. Bisogna allora censire le aziende con le partite Iva, guardare se hanno i requisiti, verificare se possiedono le attestazioni specifiche. Occorre anche analizzare bene i requisiti e vedere bene chi li rilascia».

In città ci so no una serie di aree dismesse, penso all’ex Abb, all’ex Cetem. Cosa si può fare per trasformare questi spazi abbandonati?

«L’ex Abb è una bella realtà. Io ci farei un parco o delle villette basse, o dei locali. É in una posizione centrale, perché accanto c’è la stazione. Prima però di elaborare un progetto si valuti bene, la pianificazione va studiata con criterio. Si potrebbe prevedere lì un outlet, potrebbe essere un’ipotesi».

Sulla pressione fiscale cosa hai intenzione di fare? Quali saranno i numeri della sua manovra?

«L’Iva è troppo alta. Così si ammazzano le attività. La pressione fiscale è molto elevata, oggi siamo al 60 per cento. Poi c’è troppa burocrazia. Occorre snellirla. E poi controllare anche le società: ci sono aziende che assumono all’estero, pagano le tasse all’estero, poi lavorano in Italia. Così roviniamo il mercato. Ma questa è una questione nazionale».

Ma il Comune cosa può fare in termini di tasse?

«Il Comune ha poco da fare. Il Comune può controllare, deve far girare l’economia e far lavorare le imprese del posto. Fare coordinamento con le associazioni di categoria. Può poi agevolare e far avviare i lavori».

I primi due provvedimenti che vorrebbe fossero adottati dalla futura giunta?

«Bisogna intervenire sull’Imu e poi pensare ad una misura per le famiglie bisognose. Ci vuole un aiuto per chi non ha una casa. In città ci sono molti appartamenti vuoti e questo non è giusto. Magari qualcuno è anche costretto a dormire sotto un ponte con la sua famiglia. Bisogna allora incentivare le famiglie, quelle povere che non ce la fanno, dare loro un pezzo di pane per aiutarle e non lasciarle sole di fronte a questa cirsi economica».

Completamento del polo universitario, fiera di San Grato, Parco tecnologico: come gestirà i progetti strategici di Lodi?

«Questi progetti a volte sono stati un po’ forzati, a partire dal posto che è stato scelto per la loro ubicazione. Per recuperare bisogna migliorare la viabilità, perché si tratta di zone spesso difficili da raggiungere. E poi ci vuole qualcosa di forte per rilanciarli. Nella zona oltre la tangenziale, sarebbe ad esempio bello creare un outlet, una rivendita di prodotti e marchi come ci sono a Fidenza o a Serravalle».

Dove vorrebbe realizzare nuovi parcheggi?

«Si potrebbe costruire un multipiano in via Villani. Se ne parla da anni e potrebbe essere fatto. Altri spazi non è facile trovarli, perché in centro città ci sono le case. Andrebbe anche sistemato il parcheggio vicino alla stazione, quello di viale Pavia, utilizzato dai pendolari».

Prima spiegava che è sostenuto da diversi giovani, quali sono le misure che propone per loro?

«I giovani vogliono potersi divertire e non dover andare sempre fuori città, come a Crema. Il rischio è che con la nebbia ci possano essere incidenti, che poi puntualmente leggiamo al mattino sul quotidiano “Il Cittadino”. E poi occorre creare lavoro, perché senza lavoro non ci sono possibilità. E i ragazzi non riescono nemmeno a stare bene e a pensare al divertimento».

Hanno fatto molto discutere in città i lavori per ristrutturare uno stabile di piazzale 3 Agosto, dove verrà realizzato un locale. Il bando comunale è stato vinto da una ditta a lei vicina per ragioni famigliari, mentre i lavori li sta svolgendo la Tc costruzioni, di cui è socio. Come ha vissuto questa polemica? É possibile chiarire quanto avvenuto?

«Sono una persona trasparente, io non ho problemi. Ho anche il porto d’armi, e non ho avuto mai una condanna. Non faccio parte di famiglie criminali, sono pulito fino alla settimana generazione. Mi hanno attaccato più volte, soprattutto dopo che sono uscito dal Pdl. Sono una persona onesta, brillante per le persone che mi conoscono veramente. La mia ditta è stata danneggiata dalle persone che hanno mandato degli enti, questo perché l’invidia è forte. Quel bando era

aperto e le aziende si potevano presentare. Quanto abbiamo realizzato non è

speculazione, ma stiamo riqualificando uno spazio che era degradato ed è pubblico».

In questi anni la Tc Costruzioni ha ricevuto incarichi dal Comune, altro aspetto che aveva fatto discutere. Come commenta?

«L’amministratore della Tc Costruzioni è mio fratello, io sono socio al 49 per cento. Chi ha dato l’incarico lo può fare per legge. Poi penso che gli incarichi vanno dati ai competenti che hanno l’esperienza sul settore. E io ho l’esperienza giusta, una competenza che ho maturato prima di entrare in politica. Come ditta inoltre non abbiamo mai preso una riserva e abbiamo vinto le gare onestamente».

Cinque aggettivi per descrivere la sua Lodi in caso di vittoria...

«Viva, famigliare, pulita, moderna e accattivante».

Matteo Brunello

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