I cittadini: «Si penalizzano gli anziani»

Portando via uffici e servizi si rischia di far morire il paese

I cittadini: «Si penalizzano gli anziani»

Si penalizza la fascia più anziana della comunità. Non hanno dubbi gli abitanti di Camairago che, interpellati sulla possibile abolizione del loro Comune alla luce della manovra di Ferragosto, si oppongono alla cancellazione della municipalità e soprattutto dei suoi servizi. Seicentoottantasei anime, Camairago è una piccola comunità che sorge alla destra dell’Adda, sui confini del Parco Adda Sud. Le sue origini sono lontane, di epoca medioevale, anche se alcune tesi sostengono addirittura radici celtiche.

Pochi negozi, ma essenziali, all’infuori dell’assenza un po’ sofferta della farmacia: in paese si vive con tranquillità, ci si consce quasi tutti, negli ultimi anni la popolazione è aumentata e le case hanno iniziato a sorgere come funghi anche qui, dove i riferimenti centrali restano sempre il municipio e la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano.

«Sono assolutamente contrario, - ha tuonato il signor Pio Barbieri, a Camairago dalla nascita - perché andrà a finire che porteranno via tutti gli uffici e i servizi comunali. E io dove vado poi a chiedere informazioni o a sbrigare le pratiche negli uffici? A Castiglione? Camminando con la stampella? Io non ho neppure la macchina». «I servizi ci sono, funzionano, perché toglierli? - ha continuato Pio, tra i veterani di Camairago - E non mi vengano a dire che è per risparmiare».

Il giovane Johnny Lucchini invece gestisce da circa quattro anni lo storico bar Il Torrione e anche per lui la soppressione del Comune è sicuramente un errore da non commettere. «Le spese eccessive sono nei grossi Comuni e nella politica di alto livello, non nelle nostre realtà, - ha spiegato Johnny - e a lungo andare, togliendo il Comune e riducendo i servizi, a risentirne saremo anche noi che gestiamo esercizi commerciali e bar: per fare anche solo una richiesta per l’occupazione di suolo pubblico ci toccherà far la fila da qualche altra parte, a Castiglione o a Codogno», ha continuato il giovane contrariato.

Sopprimere il comune di Camairago? Mai. Per le signore Marisa Sgariboldi e Marcella Clerici, che con il figlio Oscar conduce la nota attività Alimentari Clerici Oscar, la cancellazione della municipalità non è neppure da pensare. A Camairago ci sono nate e cresciute e non hanno intenzione di rinunciare al loro paese con tutti i suoi servizi. «Fino a non molti anni fa c’era anche la scuola a Camairago, poi è stata trasferita a Cavacurta, - ricordano Marisa e Marcella - e comunque qui si vive bene». «Se viene eliminato il comune come istituzione, piano piano andranno via i servizi e poi le persone che abitano qui e poi i negozi, - ha continuato Marcella - fino a quando diventeremo una grande cascina».

In attesa di indicazioni più precise su come questa manovra di Roma metterà le mani sui piccoli Comuni del Lodigiano, gli abitanti di Camairago non hanno che una grande certezza: non sono di certo loro il costo che pesa alle tasche dell’Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA