Ernestina Belloni (Politiche - Sel)

Determinata a portare avanti l’impegno per la salvaguardia del territorio, la sandonatese Enestina Belloni (detta Tina), 57 anni, candidata di Sel al numero 31 della lista per il Senato, con una lunga esperienza alle spalle nel settore sociale, si dice pronta a fornire un contributo nelle battaglie contro il consumo del suolo, ma anche «per rendere il Sudmilano un territorio accogliente, solidale, dotato di piste ciclabili e di servizi che tengano conto delle esigenze dei cittadini».

Che valore ha per lei questa candidatura per le politiche?

«Significa mettermi a servizio del progetto di Sel, in cui credo molto. Dal momento che vivo e lavoro da sempre in questo territorio, dove sono in contatto con una rete di persone, se qualcuno vedendo il mio nome deciderà di votare questa lista perché mi conosce e sa quali sono i miei principi, per me vorrà dire aver fornito un piccolo contributo che ha un rilievo territoriale».

C’è qualche obiettivo in particolare per il Sudmilano che sarà pronta a portare avanti?

«Indubbiamente la salvaguardia del suolo dalle continue minacce che si traducono ad esempio nel susseguirsi di investimenti nei centri commerciali. Inoltre il mio impegno sarà teso anche alla valorizzazione di realtà che rischiano di scomparire, tra cui i cinema delle nostre città e i negozi di vicinato. Ritengo poi che ci siano degli obiettivi su cui tutti noi dovremmo puntare, come la creazione di spazi civici e di luoghi di aggregazione per i giovani. Altro elemento importantissimo ritengo debba essere la promozione del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile, quale alternativa all’automobile».

Lei che ha maturato una lunga esperienza nel settore sociale, quali sono oggi i problemi più sentiti dal territorio?

«Il lavoro e la casa. Se all’improvviso un componente della famiglia resta disoccupato, in quella casa vengono meno i soldi per pagare il mutuo e parte il pignoramento, con una serie di pesanti conseguenze ormai purtroppo note, in quanto casi del genere sono davvero frequenti. Non solo. In questa situazione economica per un nucleo familiare, spesso mono reddito, è sufficiente talvolta un imprevisto per sconvolgere un precario equilibrio. Le emergenze sono tante, la gente è preoccupata, si è trovata a fare sacrifici molto pesanti».

A livello nazionale, di quali risposte c’è maggiore esigenza?

«Il nostro Paese ha innanzitutto bisogno di crescita economica, per uscire da questa crisi, per produrre posti di lavoro e la soluzione non sta certo nelle politiche degli slogan e delle uscite sensazionali, bensì in una proposta seria, fatta di gente pronta ad impegnarsi con dedizione nella soluzione di quello che in questo momento resta il problema principale da affrontare».

Parlando di donne in politica, secondo lei cosa manca oggi per creare reali condizioni di parità?

«Fino a quando gli orari sono definiti dagli uomini l’obiettivo della conciliazione dei tempi resta molto difficile da raggiungere, basta vedere nel piccolo dei nostri comuni gli orari in cui si tengono i consigli comunali, nel Nord Europa non è così».

Cosa vuol dire agli elettori del Sudmilano?

«Fate vincere il centrosinistra e fatelo vincere con i numeri per garantire la governabilità».


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