Crescendo azzurro: Parmesani “prenota” i Mondiali in Italia

Francesca Parmesani è tornata da Sopron (Ungheria) con in tasca un settimo posto conquistato con la Nazionale Under 18 nel campionato europeo. Un piazzamento ottenuto da un gruppo che due anni fa aveva raggiunto la nona posizione nell’Europeo Under 15, giocato sempre in terra ungherese a Debrecen. «Sì, più o meno siamo le stesse di due anni fa, ed effettivamente siamo riuscite a fare meglio, anche se c’è qualche rammarico».Un gruppo che ormai sembra essersi consolidato e che tra due anni, se tutto continuerà a procedere incanalato su questi binari, affronterà l’Europeo Under 20: «Dovrebbe essere così, quindi ci siamo già riproposte di fare ancora meglio». L’anno prossimo però c’è il Mondiale Under 19 che si giocherà in Italia a Udine e provincia. «Come Paese organizzatore non dovremo affrontare la trafila delle qualificazioni. Naturalmente spero proprio di poter continuare a far parte di questa squadra».Soddisfatta del tuo Europeo?«Direi di sì, a parte la gara persa contro il Belgio che ci ha relegato a disputare la finale per la settima piazza».Però in quella gara ti sei contraddistinta come la “top performer” della tua squadra.«Non sono riuscita nemmeno a gioire per la mia prestazione perché quando stai vincendo a 15 secondi dalla fine, ti fai raggiungere e poi all’overtime ci lasci le penne, mangi tanta di quella rabbia… Potevamo arrivare quinte».Sul piano personale hai qualcosa da rimproverarti?«Le prime due partite con Russia e Israele non le ho giocate come volevo, soprattutto i primi due quarti contro Israele e credo proprio che coach Altobelli abbia voluto farmi capire con la panchina gli errori che ho commesso».E bisogna dire che li hai capiti, perché poi il tuo Europeo è stato un bel crescendo.«Sì, mi sono riconquistata la fiducia del coach e sono contenta».Papà Ernesto, mamma Silvia e le sorelle Chiara e Federica ti hanno fatto una sorpresa arrivando a Sopron per il quarto di finale con la Francia e dalla tribuna hanno fatto un tifo infernale...«Era tutto previsto. Mi avevano detto che ci tenevano a vedermi dal vivo e sono stata ben contenta di poter abbracciare tutta la mia famiglia».Un quarto di finale contro la Francia che nel terzo quarto si era ben incanalato verso la vittoria. Poi?«Ci abbiamo provato. Purtroppo ci hanno mangiato in testa nei rimbalzi. Sono davvero brave e non a caso hanno vinto il titolo».Nel girone eliminatorio stessa solfa contro la Russia che vi ha battuto nel finale, soffiandovi il primo posto. Un ko determinante?«Qualificandoci come prima del girone avremmo evitato la Francia e trovato l’Ungheria. Qualche chance in più l’avremmo sicuramente avuta, però sarebbe stata una gara ugualmente dura».Sul parquet per 133 minuti, 18/36 da due punti, 1/8 da tre, 4/4 dalla lunetta, 22 rimbalzi, dei quali 17 difensivi, 4 assist, 11 palle recuperate e 2 stoppate. Come scout non c’è male, vero?«Le mie caratteristiche tecniche sono soprattutto quelle legate alla difesa e quindi direi che come numeri ci siamo».Chi ti ha impressionato di più delle tue compagne?«Cubaj è un centro ormai affermato a livello europeo, mentre Pinzan in fase offensiva è un riferimento imprescindibile».Dopo un Mondiale 3x3 e un Europeo ci vuole un po’ di riposo...«Vado al mare con la mia famiglia, parleremo sicuramente di basket ma la palla a spicchi resterà a casa».

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