Consorzio agrario, dal boom al declino

Consorzio agrario, dal boom al declino

Sono lontani i tempi in cui il Consorzio agrario di Milano e Lodi rappresentava un colosso. Oggi il piano di ristrutturazione si preannuncia doloroso, fatto di tagli al personale e chiusura di “filiali”, con l’obiettivo di abbattere i debiti e rilanciare - se possibile - l’attività, sfoltendo i “rami secchi”. Tra questi lo storico maxi insediamento di via Anelli a Lodi, a lato della stazione ferroviaria, proprio di fronte alla sede centrale della Banca Popolare di Lodi. L’area, attualmente a uso produttivo, presto o tardi è destinata a essere riconvertita in residenziale/servizi (palazzi, uffici, negozi), stante la volontà del Consorzio agrario di chiudere il polo di Lodi.

Cosa sarà della sede produttiva e commerciale di via Anelli è ancora presto per dirlo. Di certo i vertici del Consorzio agrario hanno sancito la sua “fine”, almeno per come si presenta oggi. Il piano di razionalizzazione del Consorzio prevede infatti 63 licenziamenti su diverse “filiali” sparse tra Lodigiano e Sudmilano, da gestire attraverso lo strumento della mobilità. Il polo di Lodi sarà chiuso: a seguito di questa decisione sono previsti 28 tagli. I sindacati si sono già opposti in maniera ferma al “piano di salvataggio” del Consorzio, denunciando come si voglia far quadrare i conti intervenendo unicamente sulla pelle dei lavoratori.

Al tempo stesso anche gli equilibri interni al Consorzio hanno subito qualche brusco contraccolpo. Da mesi Confagricoltura ha preso le distanze dalla gestione del Consorzio targata “Coldiretti”. E tra le due associazioni di categoria, almeno su questo tema, sembra essere sceso il gelo. È dunque in un contesto di forte scontro (non solo sindacale) che la nuova giunta di Lodi dovrà occuparsi del futuro urbanistico di una zona - quella del Consorzio di via Anelli - strategica per il futuro della città.

Le ipotesi sulla dismissione del grande complesso immobiliare peraltro non sono nuove. Alcuni anni fa era emersa l’idea di trasferire il Consorzio dalla zona della stazione a un’area situata fuori dalla città. Indiscrezioni portavano alla zona attorno alla ex Polenghi, in località San Grato, su terreni di proprietà della Parmalat. La trattativa si sarebbe però arenata a fronte degli alti costi dell’operazione. Oggi questo scenario appartiene al passato. Il presente parla invece della sola chiusura dell’attività di via Anelli. Cosa succederà in futuro? «L’area del Consorzio - spiegano dal Comune di Lodi - è inquadrata come “ambito di trasformazione negoziata”, in cui i cambiamenti di destinazione (da produttiva a residenziale/servizi, ndr) devono essere attuati tramite un Programma integrato di intervento».

L’ipotesi di trasformazione di quest’area è stata formulata per la prima volta nel Documento di inquadramento urbanistico approvato dal consiglio comunale nel 2008. È stata poi confermata nel Piano di governo del territorio approvato nel 2010 ed entrato in vigore nel 2011. «Tra le varie tipologie di ambiti di trasformazione negoziata presi in considerazione nel Pgt - aggiungono da Palazzo Broletto -, il Consorzio fa parte delle “Aree industriali dismesse e/o degradate”, insieme all’ex Abb di viale Pavia, l’ex Cetem di corso Mazzini e gli ex magazzini di San Gualtiero. Si tratta di aree aventi superfici comprese tra 25.000 e 30.000 metri quadrati, collocate nel centro urbano, con tipologie edilizie e funzioni non coerenti con l’assetto urbanistico circostante: per queste aree si prevede una riqualificazione finalizzata a trasformazioni residenziali (anche con quote di edilizia sociale), infrastrutture per miglioramento della mobilità urbana (parcheggi) e realizzazione di servizi e attrezzature pubbliche». Ad oggi i vertici del Consorzio non hanno ancora presentato progetti di riconversione dell’area. Nel frattempo, però, il Comune pone alcuni “paletti”: «In linea con gli indirizzi del Pgt, al fine di proteggere, valorizzare e incentivare il commercio di vicinato, non è prevista la localizzazione di grandi strutture di vendita. L’amministrazione comunale valuterà la possibilità di prevedere medie strutture di vendita, alimentari e non».

LE SFIDE DEL SINDACO - Sono lontani i tempi in cui il Consorzio agrario di Milano e Lodi rappresentava un colosso. Oggi il piano di ristrutturazione si preannuncia doloroso, fatto di tagli al personale e chiusura di “filiali”, con l’obiettivo di abbattere i debiti e rilanciare - se possibile - l’attività


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