MELEGNANO «Il Comune che cede la Mea? Potrebbe essere la soluzione migliore»
POLITICA La maggioranza di centrodestra apre alla clamorosa ipotesi di vendere la Spa a maggioranza comunale, che oggi varrebbe complessivamente tra i 9 e i 10 milioni di euro
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«Il Comune che cede la Mea? Potrebbe essere la soluzione migliore». La maggioranza di centrodestra apre alla clamorosa ipotesi di vendere la Spa a maggioranza comunale, che oggi varrebbe complessivamente tra i 9 e i 10 milioni di euro. La questione è tornata di stretta attualità nella commissione consiliare risorse dell’ente di giovedì sera dedicata all’azienda partecipata per il 60% da palazzo Broletto e per il restante 40% da Italgas. «Dopo la cessione dell’igiene ambientale, la Mea si occupa solo delle reti del gas - ha chiarito il presidente Massimo Codari, presente con la consigliera di nomina pubblica Rita Capriotti -. Occupa nove dipendenti e opera in una settantina di Comuni. In questi anni abbiamo rilanciato la Spa da diversi punti di vista».
Secondo quanto emerso l’altra sera, l’utile 2025 dovrebbe essere il più alto dal 2017, quando si era attestato sui 600mila euro. Per quanto riguarda il futuro, le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sulla possibilità di ampliare l’attività di Mea a altri settori. «In tutti i casi sarebbe necessaria una gara pubblica - ha precisato ancora il presidente Codari -. Dopo aver rimesso la Mea in carreggiata, potrebbe essere materia di riflessione la cessione della quota azionaria del Comune al socio minoritario Italgas. Stiamo parlando di un vero e proprio colosso nel settore energetico».
Sempre l’altra sera l’assessore al patrimonio Lorenzo Pontiggia ha rilanciato sulla necessità di definire il destino di Mea. «Dopo la cessione dell’igiene ambientale, la Mea non rientra tra gli asset strategici del Comune - ha tagliato corto il capogruppo consiliare della Lega Enrico Lupini, uno dei quattro partiti a sostegno del Bellomo ter -. La cessione sarebbe forse la soluzione migliore. Al termine di tutte le valutazioni del caso, il valore della società potrebbe essere stimato tra i 9 e i 10 milioni di euro. I 6 milioni di euro destinati al Comune sarebbero essenziali per promuovere svariati interventi di carattere pubblico».
L’articolo integrale di Stefano Cornalba in edicola sul «Cittadino» del 4 maggio 2026
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