Tolto dall’incarico senza avviso, a Lodi la Filcams Cgil viene condannata

SENTENZA Il sindacato dovrà risarcire Giovanni Composto, ex Rsa della società Cosmopol. Era in congedo per assistere la figlia disabile

La Filcams Cgil nel febbraio 2024 gli revocò senza preavviso l’incarico di rappresentante dei lavoratori della Cosmopol perché era in congedo per assistere la figlia disabile. Giovanni Composto ha trascinato però il sindacato davanti il Tribunale civile di Lodi, e il giudice ora gli ha dato ragione condannando la Filcams Cgil, per la sua condotta discriminatoria, al pagamento di 10mila euro di risarcimento, oltre le spese di lite. Il sindacato non si è costituito e non ha presentato appello. «Una sentenza che segna un passo fondamentale nella tutela dei diritti delle persone più fragili e dei loro familiari caregiver» il commento di Giovanni Composto e del suo legale Giuseppe Genna, del foro di Bologna.La situazione lavorativa alla società di vigilanza privata Cosmopol all’epoca era esplosiva (fu poi commissariata dal Tribunale di Milano per caporalato e sfruttamento della manodopera). Giovanni Composto, Rsa della Filcams Cgil, era in congedo per assistere la figlia disabile, ma continuava la sua attività sindacale e di coordinamento dei lavoratori, lamentando una certa inerzia da parte della segreteria provinciale, composta dall’allora segretario Ivan Cattaneo, da Daniele Gariboldi (attuale segretario) e da Katy Bertucci. A fine febbraio, dopo crescenti tensioni, la segreteria gli revocava l’incarico di Rsa senza preavviso, senza contestazioni e senza consultare i lavoratori. Solo successivamente gli veniva comunicato che il motivo della revoca consisteva proprio nel congedo, che non gli avrebbe permesso di svolgere al meglio la sua attività sindacale. Subito dopo la revoca, ben 27 lavoratori sottoscrissero però un appello alla segreteria provinciale perché tornasse sui suoi passi. Dopo l’esito negativo del ricorso agli organismi di vigilanza interni della Filcams, Composto portava il sindacato in tribunale, fino alla sentenza delle passate settimane. Il giudice riconosce «la condotta scarsamente limpida tenuta dal sindacato nei suoi confronti» sottolineando come la Cassazione abbia determinato la compatibilità tra i congedi per assistenza e l’attività sindacale. Sulla base di quel parere, il giudice ha individuato nel comportamento della Filcams una discriminazione nei confronti di Composto. «Questa è una pronuncia importante - sottolinea l’avvocato Genna -. Ribadisce un principio che non può più essere messo in discussione: prendersi cura di una persona gravemente disabile non può diventare una colpa». Soddisfatto Composto: «Impone una riflessione profonda il fatto che la discriminazione sia stata accertata all’interno di un’organizzazione sindacale, per sua natura presidio dei diritti e della dignità dei lavoratori. È una contraddizione che non può essere ignorata. La responsabilità ricade sulla segreteria della Filcams Cgil di Lodi, che ha assunto e sostenuto le decisioni oggetto della pronuncia. Per questo motivo è necessario un atto chiaro di assunzione di responsabilità: delle scuse pubbliche nei confronti del lavoratore e le dimissioni di chi ha contribuito a determinare questa grave vicenda».

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