Sequestrate sei tonnellate di pesce scaduto in un’azienda
L’INTERVENTO L’ingente quantitativo era pronto per essere commercializzato
Un’intera parete di scatole contenenti pesce scaduto, pronto a finire sulle tavole di Natale dei lodigiani e non solo. La Guardia costiera di Genova ha sequestrato e ritirato dal mercato oltre 6 tonnellate di seppie e calamari d’importazione, privi di tracciabilità e commercializzati oltre la data del cosiddetto “tempo minimo di conservazione” imposto dal produttore, rinvenute durante un controllo in una grossa azienda di lavorazione e confezionamento di prodotti ittici del Lodigiano lo scorso 11 dicembre. Appena in tempo per scongiurare che finissero nei pranzi e cenoni di Natale e Capodanno. I militari della Guardia costiera di Genova sovraintendono alla sicurezza del pescato in 57 province tra Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta. E tra queste c’è anche la provincia di Lodi, dove proprio a ridosso delle festività natalizie è stato condotto il blitz, sotto il coordinamento del 1° Centro Controllo Area Pesca della Liguria. Nell’ambito dei controlli di routine eseguiti a campione in diverse aziende, i militari hanno ispezionato lo stabilimento lodigiano accertando che 6 tonnellate di pesce stoccato, tutto d’importazione estera, era scaduto. L’intervento degli ispettori pesca della Guardia costiera ha così evitato che il prodotto fosse introdotto sulla filiera alimentare, proprio quando la richiesta di prodotti ittici, sotto le festività natalizie, aumenta a dismisura. Alle operazioni di verifica della freschezza di seppie e calamari, su richiesta dei militari hanno partecipato anche i veterinari ufficiali del servizio d’igiene degli alimenti dell’Ats di Milano, i quali hanno attestato la non idoneità al consumo da parte dell’uomo. Quindi, alla luce di questa conferma, si è proceduto al sequestro di oltre 6 tonnellate di pesce e alla notifica al titolare dell’azienda, di due sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3500 euro.
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