«Elezioni a Lodi, il centrodestra si svegli»

L’intervista A meno di un anno dal voto per Palazzo Broletto l’ex vicesindaco è duro: «Siamo molto indietro»

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Lorenzo Maggi, se io fossi un elettore di centrosinistra di Lodi sarei molto felice. Se fossi un elettore di centrodestra sarei invece molto arrabbiato. È mai possibile che a meno di un anno dal voto dovete ancora trovare un serio candidato sindaco e soprattutto un programma in grado di proporre una alternativa per la città?

«Non solo un elettore di centrodestra, ma anche un esponente di centrodestra come il sottoscritto, è profondamente arrabbiato perché non è accettabile che ad agosto non ci siano ancora un ragionamento serio, una candidatura seria e delle riunioni costanti. Io più che continuare a sollecitare i partiti non posso fare. Credo ci sia una lacuna piuttosto palese - mi spiace ma non ho il dono dell’ipocrisia - del partito che oggi è al 30 per cento, cioè Fratelli d’Italia. È ovvio che il pungolo, lo spunto, la voglia di coordinamento, l’indicazione del candidato, la proposta di alcuni temi su cui ragionare deve partire da loro. Vedo una stasi, una sorta di immobilismo, non è neanche rassegnazione perché la voglia di mettere in campo una proposta alternativa seria e credibile nei confronti di questa amministrazione c’è in linea teorica, però poi concretamente siamo, e non ho problemi a dirlo, molto indietro. Spero di contribuire anche con queste dichiarazioni a dare la sveglia ai partiti di Lodi perché a partire già da settembre si possa correre».

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