Pronostici smentiti (come sempre) al Lido,
e il cinema italiano ne esce con le ossa rotte
DIARI VENEZIANI Festival, il bilancio del nostro inviato Fabio Francione
Lettura 1 min.Da che festival è festival i verdetti finali sono quasi sempre un terno al lotto. Mai una volta negli ultimi anni che i favoriti abbiano poi rispettato il pronostico. Da tempo non succede così, le variabili sono veramente troppe, per lo più, questo ormai è chiaro, spinte dall’opinione pubblica. Chissà, infatti, chi ricorda più la polemica che colpì il direttore Barbera sull’esclusione di registe dalla selezione del Concorso? La presenza di una sola regista, Mai el – Toukhy aveva suscitato lo sdegno di moltissimi. E non solo delle donne. Proprio la regista danese con Woman Unknow si è aggiudicato il Leone d’oro per il miglior film. Lo stesso film che ha visto per la sua protagonista, Mathilde Arcel, l’assegnazione della Coppa Volpi per la miglior attrice della competizione. Un giudizio consegnato all’unanimità dalla giuria, altrimenti il regolamento non l’avrebbe permesso.
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