Niente italiani in lizza a Cannes: c’è qualcosa che non va...

CINEMA A comandare il box office c’è ancora Il diavolo veste Prada 2

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Una volta si sarebbe evocata la celebre frase dell’Apollo 11, “Houston abbiamo un problema”, per come la cultura italiana, nei suoi vari comparti dall’arte al cinema, viene tratta globalmente.

Dell’assenza di artisti e cineasti italiani nella Biennale Arte appena aperta ed ora al Festival di Cannes la storia si sta ripetendo. Cosa fare quando i film italiani che non hanno distribuzione sono 200? Evidentemente qualcosa non va.

Non va anche quando a comandare il box office è ancora Il diavolo veste Prada 2 e tengono botta ancora il film di Avati e l’uscita nuovamente di Le città di pianura, piccolo film di Francesco Ossai che si è visto assegnare ben 8 statuette del David di Donatello.

Non c’è che dire. Allora, meglio gettare uno sguardo sul cartellone delle uscite di questa settimana. Si parte con In the Grey di Guy Ritchie con Jake Gyllenhaal: un action-thriller in linea con gli altri film del regista ex di Madonna. Una squadra speciale è così denominata per la sua capacità di muoversi ambiguamente tra le linee di smarcamento del potere.

Un altro film da tenere d’occhio è Le tigri di Mompracem di Alberto Rodriguez. Uno dirà, cosa centra un film franco-spagnolo, peraltro un noir con venature sarcastiche, con Salgari e il Pirata della Malesia? Poco o niente, se non nei nomi (il cane del protagonista si chiama Sandokan) e nell’ambientazione marinaresca.

Quasi Grazia è il biopic di Peter Marcias, regista sardo, quindi parte in commedia e profondo conoscitore della scrittrice nuorese, particolarmente versato nelle biografie. Interessante è la tripartita del film con la Deledda giovanissima, poi matura nel ricevere il premio Nobel (la impersona Laura Morante) e infine presa nel crepuscolo della vita e della malattia.

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