Mondiali in tv, tra i programmi spunta un genere ibrido
TELEKOMMANDO La rubrica di Fabio Francione
Lettura 1 min.Non si può far finta di niente. Il Mondiale di calcio impazza nonostante il malevolo e continuo sberleffo che si fa sulla nostra nazionale. E su tante altre questioni che sembrano gigantesche viste dal Belpaese, quando al contrario nel resto del mondo possono o meglio, perlopiù paiono superate e già messe via nel cassetto. Una di queste è la discussione sulla presenza di molti giocatori di seconda generazione che sono stati convocati in molte nazionali. Un esempio è la Svizzera, quella squadra che ha letteralmente umiliato la Bosnia che era stata nostra “giustiziera”. Ma, guarda un po’ ad andar scorrere i nomi dei marcatori qualcosa non torna ed è forse il momento che i plenipotenziari (o depotenziati) del calcio italiano ne prendano atto. Altroché. Questo un po’ per mettere le cose al posto giusto. Ma, c’è sempre un’avversativa che direziona il discorso da un’altra parte, che poi era ciò che si voleva affrontare: non più cronaca a guidare le frasi. Quando invece è l’opinione a tracciare nuove coordinate che forse rendono più semplice l’indirizzo al quale tutte le trasmissioni che la Rai ha programmato per coprire la mancanza di non aver tutte le partite a disposizione. Infatti, l’appannaggio di trasmissione integrale del campionato se l’è preso Dazn. All’emittente pubblica sono state lasciate briciole. Però ciò che, lasciatelo dire, cari lettori, con felice intuizione si affermava la scorsa settimana. Cioè: un nuovo genere, ibrido, come tutti i generi che si meticciano orizzontalmente e verticalmente nei palinsesti contemporanei, lo sport sembra essere sempre più affascinato dall’intrattenimento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA