La poetica di Leonora Carrington conquista Palazzo Reale a Milano

LA MOSTRA L’artista, maestra del Surrealismo, è scomparsa nel 2011 a 94 anni

Leonora Carrington è balzata agli onori del mostrificio italiano in una delle occasioni più importanti dell’arte mondiale. Scomparsa nel 2011, all’età di 94 anni, la sua poetica e arte è tornata di moda, allorquando Cecilia Alemani, appena nominata direttrice della Biennale Arte del 2022, decise di tenere insieme il padiglione curatoriale attraverso una delle fiabe più cariche di suggestioni della Carrington. Quel Latte dei sogni , pubblicato qualche anno prima dalla casa editrice Adelphi. La stessa Adelphi ha in catalogo il romanzo surrealista Il cornetto acustico e i piccolo memoir La debuttante e soprattutto Giù in fondo . Tutti libri prontamente ristampati, proprio per la mostra che Milano, a Palazzo Reale, le dedica e che tra pochissimi giorni chiuderà i battenti, registrando un grande successo di critica e di pubblico. Interessante che negli stessi giorni, sempre negli spazi espositivi di Palazzo Reale, accoppiamenti giudiziosi (per scomodare Gadda) si possono ottenere nel visitare sia la mostra della pittrice e scultrice inglese sia quella di Man Ray e consentire così un’immersione totale nell’avanguardia storica più disturbante e influente del XX secolo. Ma, la Carrington non fu solo sodale dei surrealisti, il suo rapporto anche sentimentale con Max Ernst fu leggendario, nondimeno il suo operoso buen retiro in Messico: luogo ove sperimentò e affinò la sua pittura, innervandola di temi che anticiparono ecologia, femminismo, ibridazioni narrative e visuali, spruzzate di esoterismo fiabesco, esplorazione dell’inconscio e persino la cucina intesa come rito per una scoperta di una nuova femminilità capace di creare sempre da capo antiche usanze.

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