La nuova stagione 2026 - 27 del Piccolo Teatro di Milano

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Avere 80 anni e non dimostrarli, Questo potrebbe essere il leitmotiv della stagione 2026 – 2027 del Piccolo Teatro di Milano che si prospetta, nella celebrazione degli 80 anni della fondazione del primo teatro pubblico in Italia, come una vera e propria fantasmagoria. Già dal titolo “Il gioco del tempo”, che in certo qual modo riprende nel logo la grafica del 1947, mentre nella copertina s’affacciano arabeschi che sembrano prelevati dal manifesto della serie scespiriana ante-litteram de “Il gioco dei potenti”, s’intravede ciò che Claudio Longhi, direttore artistico del teatro milanese, ha inteso costruire in questo cartellone che è più di una celebrazione. Quando invece, è l’effetto a cascata di quanto nel teatro e di più nella cultura italiana ed europea rappresenta ancor oggi il Piccolo Teatro di Milano. Al di là della contingenza della presentazione ed è questo il periodo in cui quasi tutti i teatri maggiori annunciano le nuove stagioni, proprio quando i sipari sono ancora alzati sulle ultime distribuzioni e in attesa dei festival estivi, l’anniversario degli ottanta con vigoroso clamore si estende anche ad altre non meno celebri ricorrenze. A cominciare dalla straordinaria coincidenza degli 80 anni della nostra Costituzione e dell’avvento della Repubblica, dopo gli anni tragici del regime fascista. Altro anniversario più strettamente legato al teatro sono i 30 anni della rifondazione della scuola, oggi titolata a Luca Ronconi, che in questi anni ha sfornato molti degli attori e delle attrici che animano le maggiori produzioni del paese. Ecco che è arrivato il momento di tirar fuori i titoli, molti si richiamano alla tradizione del teatro che fu di Strehler e Grassi: Brecht (”Il signor Puntila e il suo servo Matti” che ripropone il tandem Longhi alla regia e Lino Guanciale protagonista, stavolta a dividere il palcoscenico con un altro “decano” del teatro, Franco Branciaroli); il “Faust” di Goethe (ancora Lino Guanciale a sdoppiarsi in Faust e Mefistofele); Goldoni con “Arlecchino servitore di due padrone”, lo spettacolo simbolo del Piccolo che si trasferisce però sul palco del Teatro alla Scala; e ancora molto Eduardo (”Il Sindaco del Rione Sanità”; “Sabato, Domenica e Lunedì”). Emma Dante, fresca di Leone d’oro alla Biennale, porterà la sua versione di “Sei personaggi in cerca d’autore”, interpretando il ruolo del capocomico.

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