Ecco la App che fa rivivere oltre 200 proverbi lodigiani
Lodi Giuseppe Delmiglio, ex manager Bpl, crea un’applicazione per i cellulari
Lodi
«Una App per salvaguardare la memoria, conservando antichi saperi e modi di dire dei nonni, perché non vadano persi». Quando la tecnologia rappresenta uno strumento per tramandare vecchie tradizioni, assume un’ottica tutta nuova.
Proprio come l’applicazione “Audio-Proverbi lodigiani” di Giuseppe Delmiglio, classe 1956, di Lodi che nel 2020, durante la pandemia, ha creato una App registrando ben 213 modi di dire tipici lodigiani. Analista programmatore presso la Banca Popolare di Lodi e successivamente responsabile per il Banco Bpm delle segnalazione di vigilanza in banca d’Italia e Centrale europea, Delmiglio, 69 anni, che ora è in pensione, ha messo a frutto le sue competenze professionali, con un’idea geniale per salvare le tradizioni locali: proprio quelle che parlano delle nostre radici e che, a distanza di tanti anni, riescono ancora a rievocare emozioni, sensazioni e sapori di famigliarità. «Sono laureato in ingegneria elettronica - ha raccontato al nostro giornale, davanti a una tazza di caffè -. L’idea della App è nata per conservare i proverbi che, fin da bambino, sentivo dalla nonna Carlotta». All’epoca il dialetto era la lingua madre e, con i proverbi, venivano colte tutte le sfumature delle vita quotidiana dei lodigiani, caratterizzata da una forte vocazione rurale, con il lavoro nei campi: «Quindi c’erano diversi proverbi connessi al meteo e al ciclo delle stagioni e tanti ancora legati alle ricorrenze dei Santi».
Curiosi, ad esempio, quelli legati alle figure di “Sant’Antoni, un’ura boni”, “San Bassan, un’ora in man”, “Sant’Agnesa, un’ura e mesa” o “San Maver fa indrisà in pè el baver”. Ma, da amanti della buona tavola, i lodigiani hanno una lunga serie di modi di dire legati anche alle abitudini enogastronomiche, come “la buca l’è no straca se non la sa de vaca”. In costante aggiornamento, l’applicazione è dotata di un’uscita vocale che consente si sentire la pronuncia corretta (contando che ci sono anche diverse varianti dello stesso proverbio) e di un algoritmo che consente di ricercarli attraverso l’inserimento di parole chiave. «Oltre a evitare che certi modi di dire vengano persi per sempre, attraverso l’uso della tecnologia, questa App consentirà anche di avvicinare i giovani ad antichi saperi». L’App si può scaricare gratuitamente su Google play store per Android.
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