Diritti, sicurezza, potere:
la distopia che parla di noi

IL LIBRO In uscita per Momo Edizioni il romanzo del codognese Francesco “Baro” Barilli, Confessione di un boia

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Il messaggio principale del libro sta nella riflessione che, lucida e disarmante, arriva nel capitolo 5: “Di tutti i crimini contro l’umanità la guerra e la pena di morte sono i peggiori. Sono gli unici spacciati per giustizia”. Da brividi, e il terribile scenario bellico di queste settimane altro non fa che amplificarli. A pronunciarla, nell’ultima parte della sua vita, è Fabrizio Rinaldi, boia di professione, tormentato e inquieto protagonista di Confessione di un boia , il nuovo romanzo di Francesco “Baro” Barilli edito per Momo Edizioni: poco più di centocinquanta pagine che di spunti di riflessione ne pongono molti altri, tutti legati a doppio nodo all’attualità dei nostri tempi, nonostante la storia sia ambientata nel 2070 in un futuro immaginario e distopico dominato dalla paura e da una condotta repressiva diventata legge e norma condivisa. Con una domanda che tutto sovrasta: davvero la garanzia di una (fantomatica) sicurezza sociale ci vedrebbe - tanto colpevolmente quanto spesso inconsapevolmente - disposti a cedere in termini di diritti e libertà?

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