«In cucina non ci sono segreti, si arriva al cuore con la bontà»

Massimo Manfredi, chef del ristorante “Il Cavallo” di Valloria di Guardamiglio

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Guardamiglio

Lo chef Massimo Manfredi, del ristorante Il Cavallo della frazione Valloria di Guardamiglio, è un uomo particolare. Nel senso che ha tante barriere, ma la dote di saperle abbattere: una ad una.

Lo fa però con estrema moderazione: deve comprendere che può fidarsi. Misura persone e centellina parola. Mi piacerebbe vederlo all’opera ai fornelli: è un creativo, sicuramente. Uno che cerca la perfezione. La raggiunge, e la dimentica. Perché forse la perfezione non esiste: e se c’è, se la si ottiene, si smarriscono il senso ed il sale della vita. Meglio fingerla, allora, di non conoscerla ancora.

La storia della famiglia Manfredi è, per certi versi, originale: «I miei genitori - mi spiega - sono arrivati nel Lodigiano da Montignoso, provincia di Massa Carrara. Era il 1974. In Toscana avevano già un ristorante e la scelta di trasferirsi fu quasi una casualità: alcuni clienti, originari di Codogno, parlarono loro dell’opportunità di rilevare un locale e a mio padre Franco l’dea piacque, perché era un uomo intraprendente».

Una scelta audace!

«Certo, furono molto coraggiosi: rischiarono, perché non avevano nulla, neppure la valigia di cartone, come s’usava dire una volta: poteva andare bene, oppure male. Ma avevano, dalla loro, un punto di forza».

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