Pm10, inizio d’anno “nero” per Lodi

Allarme salute: «Le stime arriverebbero a contare 7mila decessi legati all’esposizione al particolato solo nei 30 capoluoghi di provincia della pianura padana»

Meglio mettere la mascherina: a Lodi la qualità dell’aria è tra le peggiori di tutto lo Stivale, lo sostiene Legambiente. L’associazione ambientalista rileva che in soli tre mesi la città del Barbarossa ha già collezionato 20 superamenti: 20 giorni nei quali le polveri sottili sono volate alle stelle, oltrepassando il limite consentito per legge, pari a 50 microgrammi per metro cubo. Nell’arco di un anno, però, non è possibile collezionare più di 35 sforamenti, questo significa che all’appello ne mancano 15, una soglia piuttosto semplice da raggiungere nel periodo invernale, quando si riaccendono i riscaldamenti.

Il bilancio di Lodi coincide con quello della capitale, anche Roma trova posto nella “lista nera” e proprio con 20 giornate fuorilegge. È anche vero che per quanto riguarda il capoluogo e altri paesi della provincia, il dato relativo al Pm10 non è sempre disponibile, un disservizio che si è verificato soprattutto lo scorso anno per alcuni problemi alle centraline Arpa.

A guidare la classifica delle città più inquinate d’Italia ci sono Frosinone con 57 superamenti, Torino con 46 e Alessandria con 45. È la fotografia scattata da Legambiente attraverso la ventiseiesima edizione del “Treno Verde 2014”, la campagna realizzata in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato e dedicata al rilevamento dello smog atmosferico e acustico; un’iniziativa pensata per informare, sensibilizzare e promuovere tra i cittadini le buone pratiche a favore di una mobilità sostenibile. Ciò che emerge è che sia i piccoli che i grandi centri sono assediati da “mal’aria” e rumore; al primo posto, sul banco degli imputati, c’è ancora una volta il traffico, l’automobile resta infatti il mezzo con il quale la maggior parte dei cittadini si sposta.

Il dossier sullo smog si fa sempre più allarmante nel momento in cui si analizzano le conseguenze dell’inquinamento sulla salute: «Secondo il rapporto del Centro europeo ambiente e salute dell’Oms si registra un forte incremento di malattie correlate all’inquinamento - afferma Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente -, al punto che le stime oggi arriverebbero a far contare 7mila decessi legati all’esposizione al particolato solo nei 30 capoluoghi di provincia della pianura padana».

Legambiente, Rete Mobilità Nuova e bikeitalia.it hanno tentato di stilare l’A-bici della ciclabilità, un dossier che cerca di capire come rendere una città a misura di bicicletta, sfatando però alcuni luoghi comuni. A partire da quello più diffuso: per avere più ciclisti urbani servono più ciclabili. «Chiunque voglia operare per rendere una città pedalabile dovrà prima tutto agire sull’intera mobilità, perché ciclisti, pedoni e trasporto pubblico crescono dove andare in auto diventa l’opzione più scomoda e meno concorrenziale e dove c’è garanzia di sicurezza per la cosiddetta utenza vulnerabile».

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