Lodi: lungo dibattito in consiglio comunale sulla parità di genere nel linguaggio
IL SINDACO REPLICA A MAGGI : «Lei sarebbe contento se la chiamassero consigliera?»
Lettura 1 min.L’aula consiliare di Lodi come la Camera, dove di recente è andato in scena un botta e risposta tra Emanuele Pozzolo e Anna Ascani su questioni lessicali legate alla parità di genere. Il consiglio comunale in Broletto si accende sul punto riguardante l’istituzione della figura del garante delle persone senza o con limitata libertà personale. Il provvedimento, condiviso con la direttrice della casa circondariale di Lodi, Annalaura Confuorto, è stato ritenuto di assoluto buonsenso dal consigliere di opposizione Lorenzo Maggi, il quale però ha definito una «boiata del tutto inutile» l’applicazione, all’interno del provvedimento, della delibera di giunta relativa alle linee di indirizzo in tema di parità di genere, cosa che ha consentito di adottare anche a livello lessicale, all’interno del testo, un linguaggio inclusivo e che tiene conto della parità di genere. «Cose inutili» e solo una «patina di buonismo pseudo-femminista» come detto da Maggi, che ha aggiunto come per lui «la parità di genere è ben altra cosa che una mera apparenza linguistica». Affermazioni che hanno suscitato la risposta piccata dell’assessora alle pari opportunità Manuela Minojetti e della consigliera Luciana Quirico. «Utilizzare il termine boiata è volgare e offensivo rispetto al lavoro che si sta facendo per applicare una normativa imposta alle pubbliche amministrazioni tramite decreti di legge - ha spiegato l’assessore -. Possiamo essere d’accordo o meno, ma ci vuole rispetto per queste questioni che riguardano la parità di genere». Quirico ha invece sottolineato come «anche il modo in cui ci si rivolge ad una persona denota, nei suoi confronti, un rispetto che non passa solo attraverso i modi, ma anche dal riconoscere, in chi si ha di fronte, un’identità. A livello etico è innegabile che in quest’aula ci sia ancora tanto bisogno di camminare su questa strada, e l’intervento di Maggi non fa che confermarlo».Ad intervenire anche il sindaco Furegato: «Se mi dovessi rivolgere al consigliere Maggi adottando il termine “consigliera”, credo non susciterei la sua contentezza. Allo stesso modo, in quest’aula sono presenti donne che, chiamate consigliere al posto di consigliera, o assessore al posto di assessora, possono sentirsi offese. È una questione di libertà personale, e non capisco perché si debbano creare problemi, in questo senso, alle persone».
Leggi l’articolo di Federico Dovera sul Cittadino in edicola oggi 26 giugno e in digitale https://www.ilcittadino.it/newspaper/stories/cronaca/lodi/scontro-sul-linguaggio-della-parita-di-genere-o_203566_96?int_source=landing&int_medium=article&int_campaign=day_news
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