LODI «Cure domiciliari dell’Asst, un enorme grazie»

LA LETTERA «Qualche anno fa, solo a sentire nominare le parole “cure” e “palliative” avremmo provato un senso di terrore, oggi invece possiamo solo ringraziare la sanità pubblica e, in particolare, il modello lodigiano»

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Carla D’Angelo

Gentile Direttore,

approfitto di questa rubrica per fare un ringraziamento. Qualche settimana fa è venuta a mancare mia madre, la Sig.ra Silvana De Dominicis, che negli ultimi sei mesi della sua vita è stata assistita dall’unità di cure palliative domiciliari dell’ASST di Lodi.

Io e i miei familiari volevamo ringraziare di cuore tutto il personale sanitario che ci ha assistito: i medici, le infermiere, le OSS, le assistenti sociali, la fisioterapista e tutti coloro che quotidianamente sono entrati a casa nostra a somministrare non solo farmaci e terapie, ma soprattutto consigli, supporto e sorrisi.

Sono tutti professionisti eccellenti, che si prendono cura delle persone in un momento di estrema fragilità e, con discrezione e garbo, riescono ed entrare in empatia con l’intero nucleo familiare, favorendo il benessere del paziente a 360 gradi.

Un grazie ancora più speciale all’infermiera Rosy, esempio encomiabile di professionalità e dedizione al servizio, persona dalle qualità umane rare e preziose, che ci ha assistiti fino alle ultime ore di vita della mamma e ci ha permesso di farla volare in cielo serenamente.

Qualche anno fa, solo a sentire nominare le parole “cure palliative” avremmo provato un senso di terrore, oggi invece possiamo solo ringraziare la sanità pubblica e, in particolare, il modello lodigiano, che garantisce un fine vita più lieve, accompagnato da questi angeli.

Rimanere accanto ad un malato allo stadio terminale è un gesto di carità, di civiltà e di amore che dovrebbe essere garantito a tutti.

“Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino alla fine della tua vita “(Cit. Cecily Saunders – madre delle cure palliative e dell’hospice).

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