L’ipotesi di Guidesi nuovo sottosegretario al ministero per le Imprese e il made in Italy, le smentite e le spinte del partito

Politica Il lodigiano della Lega è attualmente assessore regionale allo Sviluppo Economico

Lodi

I prossimi giorni potrebbero essere quelli decisivi. E questo nonostante anche poche ore fa - è non è la prima volta - una nuova agenzia abbia battuto la notizia che vorrebbe Guido Guidesi nuovo sottosegretario al ministero per le Imprese e il Made in Italy, seguita però dalla conferma che lo stesso Guidesi avrebbe l’intenzione di restare a Milano, come assessore regionale allo Sviluppo Economico. «Guidesi sarebbe infatti intenzionato a proseguire con l’incarico in Lombardia», scriveva la Adnkronos sabato 7 febbraio.

Ma dalle intenzioni (o dalle preferenze) alla realtà dei fatti ci sta di mezzo la politica, soprattutto quella nazionale, e dunque il fatto che se la Lega chiamasse, senza possibilità di dire di no, occorrerebbe verosimilmente fare la valigie per Roma.

Ma andiamo con ordine. Il posto di sottosegretario al ministero guidato da Adolfo Urso, esponente di Fratelli d’Italia, è stato lasciato libero da Massimo Bitonci, leghista, che ha accettato l’incarico di assessore allo Sviluppo Economico nella nuova giunta regionale veneta guidata da Alberto Stefani.

Il posto di sottosegretario spetta alla Lega. Ed è a questo punto che nei corridoi romani spunta il nome di Guidesi. Per almeno tre ragioni, non necessariamente della medesima importanza e non necessariamente tutte “ragionevoli”.

La prima. Guidesi conosce bene le dinamiche economiche per via dell’incarico che attualmente riveste nella giunta regionale lombarda ed è apprezzato soprattutto in ambito industriale. È stato fino a fine 2025 il capo dell’alleanza europea delle regioni dell’automotive, il gruppo di pressione di uno dei principali settori industriali europei. Dunque, se Guidesi arrivasse a Roma, sarebbe immediatamente operativo sui dossier economici, senza bisogno di un periodo di ambientamento. E questo è importante perché il governo Meloni è nella sua seconda metà del mandato.

La seconda. Guidesi conosce già la politica romana, i suoi tempi, i suoi riti, le sue contraddizioni. È stato infatti sottosegretario del primo governo Conte, quello gialloverde. E prima di approdare nella giunta Fontana è stato deputato. E dunque, anche in questo caso, il suo arrivo al governo non richiederebbe una fase di ambientamento.

La terza. Spostando Guidesi dalla Lombardia, Fratelli d’Italia lo allontanerebbe dalla possibilità di una sua candidatura a successore di Attilio Fontana. E dunque il partito della Meloni potrebbe spingere con più facilità per un suo candidato. Questa è certamente fanta-politica, ma fino a un certo punto, perché di voci e ricostruzioni che poi diventano realtà è pieno il mondo. Della politica.

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