LA STORIA Chiara Scotti, una lodigiana a Washington per la Federal Reserve

L’intervista racconto al “Cittadino” nell’autunno 2021 dopo il prestigioso incarico

Una passione nata al liceo e maturata in una carriera alla Federal Reserve. Allo stesso tempo, la consapevolezza che per vivere bene è necessario un equilibrio e, infine, la volontà di essere un esempio, dopo essersi fatta strada dovendo, in quanto donna, faticare di più. Queste le tre caratteristiche principali di Chiara Scotti, 46enne lodigiana che dal 2005 vive a Washington ma in questi giorni è stata a trovare la mamma a Lodi e ha raccontato al “Cittadino” la propria storia. Il suo incontro con l’economia è avvenuto alle superiori: «Ho frequentato il liceo sperimentale giuridico-economico Maria Bambina, che alle materie dello scientifico aggiungeva anche quelle di ragioneria. La preparazione che ho ricevuto mi ha permesso di approdare, nel 1994, al corso di Economia Politica della Bocconi sapendo che discipline avevo di fronte– dice – qui ho avuto l’opportunità, all’ultimo anno, di andare in Erasmus alla Queen Mary University di Londra ». In via Sarfatti e dintorni Scotti si è focalizzata sui modelli matematici, una scelta per lei molto valida: «La matematica aiuta a semplificare la realtà e a prendere decisioni complesse – spiega – dopo la laurea ho lavorato un paio di anni tra Londra e New York come analista per Credit Suisse First Boston. Qui ho capito che volevo fare altro: nel 2000 sono stata ammessa alla University of Pennsylvania, dove ho preso nel 2002 il Master (laurea magistrale, ndr) e nel 2005 il dottorato in Economia, specializzandomi in Macroeconometria». L’impiego alla FED è arrivato subito dopo: «L’ultimo anno di dottorato è dedicato all’invio di domande di lavoro e, dopo una selezione molto dura, sono entrata alla banca centrale – racconta – un economista alla Fed svolge lavoro di ricerca e di preparazione di analisi che vengono prese in considerazione dai governatori. La mia ricerca è sempre stata focalizzata sull’analisi di cicli economici e sugli effetti delle politiche monetarie delle banche centrali europea ed americana. Nell’ultimo anno e mezzo mi sono dedicata alla politica monetaria domestica, e dal 16 marzo 2020 lavoro come Special Adviser del vice governatore Clarida». Alla Fed Scotti ha trovato un ambiente stimolante: «Siamo più di 300 economisti specializzati nelle nicchie più diverse che si confrontano e collaborano – racconta – e veniamo valutati per la nostra professionalità: niente mi è precluso solo perché solo una donna. In passato invece ho dovuto spesso lavorare il doppio di un uomo per essere apprezzata allo stesso modo». Scotti ricorda però anche come l’equilibrio tra vita professionale e personale sia fondamentale: «Lo spazio per vita familiare e interessi è importante, perché consente di essere più sereni ed efficienti al lavoro. Spero di essere per le mie figlie e per le ragazze che leggeranno l’articolo un esempio di come nella vita si possa fare tutto».

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