Il fascino del bar Nino di Lodi, dove il tempo si è fermato VIDEO
Il racconto La storia in una vecchia cartolina
Lodi
Incredibile, ma vero: su Internet viene individuata una cartolina postale, è del dicembre del 1938, recapitata alla ditta Carpano di Torino, ma è stata spedita da Lodi. Qualcuno aveva già chiamato il proprietario della missiva proponendogli l’acquisto, ma poi aveva tergiversato con l’invio di quanto pattuito. Nella trattativa si è inserito il lodigiano Nico Brunati. Quest’ultimo conosce la realtà da cui è stata spedita la cartolina, cioè lo storio Bar Nino, sito in via Gaffurio a Lodi, e vuole farne un regalo all’attuale proprietario. Non c’è neppure trattiva. Si aggiudica immediatamente la lettera postale. Sul testo c’è scritto: “Prego spedirmi un barilotto di vermouth e un altro uguale di Punt e mes.” Firmato Nino Curtarelli.
A rigirarsi la cartolina tra le mani, adesso posta in una teca di vetro, è Ernesto Zambelli, appunto l’attuale proprietario del Bar Nino. Il signor Ernesto interpreta alla perfezione il ruolo di chi vive il lavoro sullo stile casa e bottega: passare qui per un caffè o un bicchiere di vino è più che una tradizione per tantissime generazioni di lodigiani, e il tavolo da biliardo, nella saletta di fianco al bancone della mescita e del servizio, è meta di tantissimi appassionati: si viene per giocare, ma ad una condizione, anzi a due: educazione e rispetto delle regole, altrimenti si va fuori, senza tanti giri di parole.
L’intervista completa sul «Cittadino» in edicola lunedì 26 gennaio
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