«Il consenso premia un progetto
che resta innovativo e originale»

ELEZIONI PROVINCIALI L’intervista al presidente Fabrizio Santantonio, riconfermato

«Un modello che ha dimostrato, una volta di più, di aver saputo cogliere l’identità autentica delle nostre comunità e le aspettative prevalenti dei nostri amministratori». Con Fabrizio Santantonio, sindaco di Maccastorna e rieletto domenica alla guida della Provincia di Lodi, analizziamo ragioni ed entità della vittoria.

I numeri dicono che ha aumentato i suoi consensi e che non è stata una vittoria di misura: si aspettava questo esito?

«Non ritengo che il risultato possa o debba essere personalizzato: il consenso espresso sulla mia candidatura, in significativo incremento rispetto a quello già maggioritario del 2022, è l’espressione in voti del consenso degli amministratori lodigiani nei confronti di un modo di interpretare ruolo e funzione della Provincia come riferimento e supporto degli enti locali. Un modello che è poi l’essenza della proposta portata avanti ormai da 5 anni da Lodigiano Terra Nostra, un progetto profondamente innovativo e originale, dichiaratamente libero dagli schemi precostituiti della contrapposizione tra schieramenti politici, che ha dimostrato una volta di più, elezione dopo elezione, di aver saputo cogliere l’identità autentica delle nostre comunità e le aspettative prevalenti dei nostri amministratori».

Ha stravinto nei piccoli comuni della prima fascia e nell’ultima fascia, dove c’è solo il capoluogo. Come legge il risultato ottenuto nei singoli territori?

«Per la precisione, la mia candidatura si è affermata con un vantaggio aggregato di oltre il 60 per cento dei voti in 4 delle 5 fasce di Comuni, che complessivamente rappresentano più dell’80 per cento della popolazione provinciale. Se circoscriviamo l’analisi alle prime 3 fasce (escludendo quindi le 4 città), nei 56 Comuni fino a 10.000 abitanti, che costituiscono il 56 per cento della popolazione provinciale, il consenso è stato del 63 per cento. Sono dati che non si prestano ad una lettura da politica dei partiti e delle coalizioni, un filtro che non è adatto alla nostra realtà, né all’assetto della Provincia come ente “di secondo livello”».

Cosa ha influito di più su questa affermazione netta?

«La buona prova che la proposta di metodo di amministrazione presentata nel 2022 ha dato di sé in questi 4 anni. Anche il percorso che ha portato una vasta comunità di amministratori locali a prospettare e sostenere la mia ricandidatura è stato coerente con quel metodo e quell’approccio. Penso non sia possibile non riuscire ancora a cogliere questa evidenza».

Quali sono le priorità del nuovo mandato? Ci può indicare i primi passi?

«Non siamo di fronte ad un nuovo inizio, come invece nel 2022, ma alla ripresa di una azione in continuità, con alcuni impegni già definiti (il completamento delle opere Pnrr, l’approvazione del Piano della mobilità, l’elaborazione dei progetti per gli Emblematici Maggiori Cariplo) e alcune proposte di programma da tradurre in iniziative concrete (per esempio il potenziamento dei servizi ai Comuni attraverso un soggetto societario “in house”)».

Un’indicazione sulla nuova squadra che lo affiancherà al governo?

«Previa conferma della disponibilità degli interessati, l’intenzione è di riassegnare le deleghe a chi le ha detenute sino ad ora. Il consiglio provinciale è quello uscito dalle elezioni del 2024 ed ha davanti a sé un ultimo scorcio di mandato, con importanti decisioni da prendere».

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