I lodigiani a Pontida: «Umberto Bossi ci ha regalato un sogno e ha dato dignità a territori e popolazioni»

IL FUNERALE In tanti hanno voluto salutare il fondatore della Lega Nord, seguendo ieri le esequie

Un ritorno alle origini. Per i militanti della Lega che ieri si sono ritrovati a Pontida per l’ultimo saluto a Umberto Bossi, i funerali del senatur sono stati più di semplici funerali. Nell’abbazia a pochi metri dal pratone delle storiche adunate e sul sagrato con i due maxischermi per permettere a tutti di seguire le esequie, fedelissimi al partito, ex e delusi hanno condiviso un viaggio a ritroso fino all’ampolla sul Monviso. Al sogno della Padania. Tanti i lodigiani del Carroccio presenti. E chi non ha potuto esserci ha seguito le esequie online. Come il sindaco di Casalpusterlengo Elia Delmiglio. «Un doveroso e dovuto omaggio a un uomo politico che ha emozionato, che ha fatto appassionare, che ha dato dignità a territori e popolazioni. Un politico che ha saputo vedere avanti ponendo al centro una questione sottovalutata come quella settentrionale. La mia passione politica è nata per lui, per le sue idee e per il suo carisma. Vedere migliaia di persone a questo funerale “di popolo” a Pontida ha fatto commuovere ed emozionare, sapendo che le battaglie di Bossi sono e saranno estremamente attuali»: così Pietro Foroni, ex assessore regionale lombardo, oggi a capo di Fs Security, che non è mancato all’appuntamento.

C’era ma non se l’è sentita di parlare, invece, Guido Guidesi, assessore alle attività produttive della Lombardia. «Oltre al saluto a Bossi, è stato un tornare indietro di parecchi anni – commenta Claudio Bariselli, segretario provinciale della Lega -. Sono stato per tutta la durata del funerale sulla piazza con un militante storico, Gianteresio Bignami, e mi ha fatto rivivere vecchi momenti e aneddoti. È stato come voler ringraziare Bossi per quello che ha dato, un sogno, un motivo di vita per molti che a qualsiasi richiamo, lasciavano tutto quello che stavano facendo e partivano. Una forza che oggi da qualsiasi parte è difficile immaginare». Parla di “sogno” lo stesso Bignami, ieri rigorosamente in camicia verde: «Quando è condiviso da tanti diventa un progetto e stenta a sparire, a differenza di quello che pensa qualcuno». La camicia verde ieri ai funerali l’aveva indosso anche il segretario della Lega Matteo Salvini, contestato da quella parte del partito che non si riconosce nella linea del leader. «Probabilmente non era la giornata in cui presentarsi con la camicia verde da parte di chi l’ha rinnegata» riflette Marzio Merlini, assessore di Borghetto. Uno tra i pochi a prendere posto in chiesa. «Sentivo proprio come un dovere esserci. Quelli che hanno vissuto tutta l’epoca della Lega dagli inizi, sono veramente figli politici di Bossi. Per certi versi è la fine di una storia» riflette. Presente anche l’ex sindaco di Sant’Angelo, Maurizio Villa.

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