Cittadinanza a Francesca Albanese, il sindaco Furegato chiude la porta

Lodi La richiesta di insignire la relatrice Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati era arrivata da Coordinamento per la Palestina, Cittadini contro la Guerra e Global Movement to Gaza. Ecco le ragioni del suo no

«Un atto istituzionale così rilevante, come è avvenuto in passato, deve davvero andare al di là delle legittime considerazioni politiche delle varie componenti che animano la città». E, «oltre alla presenza di meriti personali di altissimo profilo, deve unire il più possibile la comunità: con rispetto per i proponenti e per la proposta, non credo sia questo il caso». Così il sindaco di Lodi Andrea Furegato chiude, pur con rispetto, la porta all’ipotesi di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, avanzata pubblicamente, nei giorni scorsi, nella sede della Cgil, dal Coordinamento per la Palestina, Cittadini contro la Guerra, Global Movement to Gaza. Con Il Cittadino, il sindaco Furegato è entrato nel merito della questione che, da giorni, sta animando il dibattuto pubblico, ripercorrendo le azioni intraprese dal Comune di Lodi - dal corteo per la pace partecipatissimo dello scorso ottobre alla mozione approvata dal consiglio comunale che, oltre a sostenere il riconoscimento dello Stato di Palestina, chiedeva sanzioni per Israele - e ricordando che «quello che è avvenuto a Gaza, ma che interessa Israele, la Palestina con i territori occupati e il Libano, è inqualificabile». Tutti i dettagli nell’edizione di domani.

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