A Borgo San Giovanni si vota in primavera, ci saranno almeno due liste

ELEZIONI L’ex sindaco Buonsante è pronto, un terzo gruppo freme

Una corsa a due o a tre, ma i nomi sono ancora quasi tutti seminascosti. Borgo San Giovanni, unico comune lodigiano alle urne nella tornata della prossima primavera, si prepara lentamente al voto amministrativo. E intanto da Roma arriva una norma che prevede, solo per le elezioni amministrative 2026, di abbassare il quorum richiesto di votanti nei comuni sotto i 15mila abitanti. Se ci sarà un solo candidato sindaco, il quorum si abbasserà dal 50 al 40 per cento.

Non dovrebbe essere il caso di Borgo, però. Infatti, l’attuale maggioranza che 5 anni e mezzo fa (perché allora si votò dopo il Covid con un’inusuale tornata autunnale) candidò e vinse con Moira Rebughini si ripresenterà. La sindaca però non è per nulla certa di ricandidarsi. Al momento prende tempo. «Sono in corso riflessioni e confronti – spiega la prima cittadina -. Mi esprimerò quando si avrà la conferma ufficiale della data del voto». Una risposta che prende tempo, ma che alimenta i dubbi in circolazione in paese su una sua ricandidatura. Dietro di Moira Rebughini c’è una figura ingombrante come l’ex sindaco Nicola Buonsante, oggi vicesindaco, che molti, soprattutto nel campo avversario, danno pronto a un clamoroso, ma non sorprendente, ritorno in pista. Sicuramente sarà in corsa invece Alberto Marchesin, già candidato sindaco in due occasioni, consigliere d’opposizione, che punta sul gruppo storico della sua lista civica con nuovi innesti. «Saremo sicuramente della partita – dice Marchesin -. Noi non vediamo nemici, ma avversari politici da sfidare sulle questioni fondamentali per il paese. Dopo 15 anni di questa maggioranza, nelle diverse declinazioni, il paese ha voglia di cambiare. Il nostro gruppo è totalmente civico, composto da persone di estrazione e convinzioni diverse, unito su alcuni decisivi punti di svolta amministrativa rispetto al passato. Di certo, qualora vincessimo, adotteremo un criterio di rotazione. Una persona deve fare il sindaco per un mandato o due, e poi lasciare spazio ad altri. Abbiamo molti giovani all’interno da far crescere con un’esperienza amministrativa per lasciare poi loro il timone».

Sul voto però pesa l’incognita terza lista. In autunno Marco Ambrosio, consigliere di opposizione in altra lista e candidato sindaco 5 anni fa, aveva annunciato che il gruppo era al lavoro. Certezze però al momento non ve ne sono, e crescono forse i dubbi. Molto dipenderà anche dal quadro e dagli altri candidati in campo.n

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