Tre firme d’autore nell’“Occhio selvaggio”

Fortunate coincidenze o tempi ormai maturi? Forse tutte e due le cose hanno fatto sì che, nel giro di pochi mesi, uscissero due libri su Gualtiero Jacopetti e Paolo Cavara, rispettivamente di Stefano Loparco e di Fabrizio Fogliato, dedicati a due dei tre registi dello scandaloso Mondo Cane all’inizio degli anni ’60 e che testimoniano il tratto comune percorso con l’ideazione e la realizzazione di quel leggendario film, che generò una ridda di ipotesi fino alla loro controversa separazione artistica. Ora, complice il restauro della pellicola a cura della Cineteca Nazionale e in concomitanza con la presenza alla Festa di Roma, esce con la curatela di Alberto Pezzotta la sceneggiatura de L’occhio selvaggio, redatta da Paolo Cavara con Tonino Guerra e Alberto Moravia. Questo film, riprendendo le fila del discorso, ha rappresentato per Cavara il punto di non-ritorno dall’esperienza di Mondo Cane e forse anche il punto più alto della sua filmografia, offrendo allo spettatore, allora non pienamente compreso, una riflessione sulla violenza dei media e dell’immagine quanto mai attuali.

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