L’Italia di Menduni, 40 anni di un Paese sul piccolo schermo

L’Italia di Menduni, 40 anni di un Paese sul piccolo schermo

Saggistica/2

A torto o a ragione, nel bene o nel male, chi più ne ha ne metta, la televisione da quando è nata non ha fatto altro che suscitare sentimenti contrastanti. Parlandone si può passare in un battibaleno da lodi sperticate a un odio profondissimo. Per alcuni è l’unica finestra aperta sul mondo, per altri solo “una cattiva maestra”. Mentre è facile a dirsi, la tv è la tv, tanto per parafrasare uno slogan di un comico torinese di qualche anno fa. A dirimere questioni e a collocare in giuste prospettive quarant’anni di tv italiana giunge sugli scaffali l’ultimo lavoro di Enrico Menduni, Videostoria. L’Italia e la Tv 1975 – 2015.

Si diceva di giuste prospettive, perché con l’aver lasciato fuori questi ultimi tre anni Menduni, uno che la tv non solo l’ha studiata e la studia, ma l’ha praticata sia come autore sia tra ranghi dirigenziali dell’emittente pubblica, si è posto all’altezza giusta per esprimere giudizi con documenti e dati bene in vista. D’altronde lo stesso Menduni aveva licenziato nel 2002 un’altra storia che si fermava al 2000. Dunque è più di un metodo, è uno stile di studio quello adottato: e i risultati si leggono a ogni pagina in cui al dato storico s’affiancano interpretazioni perlopiù condivisibili. Infatti non si può disgiungere la televisione dalla società, anche se sempre un passettino in ritardo sull’Europa, come lo è stata (e talvolta lo è ancora) quella italiana.

Basta pensare che Menduni comincia dal 1975, che è l’anno che precede la riforma della Rai, l’intuizione poi applicata da Paolo Grassi, presidente dal gennaio ’77 al gennaio ’80, di dare spazio alla terza rete: ma è anche l’anno dell’avvento dei canali privati da cui nasceranno di lì a poco Canale 5 e la galassia della Fininvest che cambierà per sempre il panorama mediatico nazionale, spostando equilibri e privilegi e portando anche un altro sentire nel pubblico. Non c’è in Videostoria solo uno sguardo retrospettivo: Menduni esercita l’occhio anche all’osservazione di un futuro che si presenta già attivo e in piena espansione, come la proliferazione, regolamentata da una legislazione non pienamente convincente, di pay-tv, canali satellitari, piattaforme digitali terrestri e non meno l’uso del web come grande replicatore di programmi e persino dirette in streaming.

Enrico Menduni
Videostoria. L’Italia e la Tv 1975-2015
Bompiani, Milano 2018, pp. 268, € 16


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