L’incubo si colora col nuovo Dylan Dog

Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, non torna alle origini, quelle che Tiziano Sclavi inventò quasi 30 anni fa, ma con Roberto Recchioni, autore anche della presente storia Spazio profondo, cerca di rinnovarsi nei temi e nel linguaggio. L’aggiornamento passa anche attraverso il colore e lo smottamento esistenziale dei personaggi che contraddistinguono la serie. Già dal prossimo numero l’ispettore Bloch andrà in pensione e sarà sostituito da un altro poliziotto che entrerà in pianta stabile nelle avventure dell’ “old boy”. Tornando a questo numero, invece, si nota come l’espediente di genere – nel caso specifico la fantascienza, con il suo reticolo di relazioni intrecciate tra narrativa e cinema (ai lettori scoprire le citazioni smaccate o nascoste) – consente di tracciare una parabola drammaturgica del personaggio, capace di attraverso non solo il tempo, ma anche i confini fisici dell’umanità, con implicazioni filosofiche ed etiche che fanno entrare il fumetto e non in maniera clandestina nell’odierno dibattito sul progresso delle scienze biotecnologiche.

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AA. VV., Dylan Dog 337 Spazio profondo, Sergio Bonelli Editore Milano, ottobre 2014, pp. 98, 3.20 euro


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