I “consigli” di Pahor, dialogo generazionale

Tra i grandi vecchi delle lettere italiane, anche se la maggior parte della sua produzione narrativa è tradotta dallo sloveno, si può contare senza alcun dubbio il triestino, d’origine slovena Boris Pahor. Più che centenario, Pahor, che ha conosciuto una tarda popolarità con il romanzo concentrazionario Necropoli, conserva ancora una invidiabile lucidità intellettuale che lo mette in relazione con le generazioni più giovani. Anzi, raffrontate alle sue età giovanissime. In più occasioni Pahor ha consegnato le sue parole a libri-intervista: ma questo che ha uno splendido sottotitolo (Dialogo tra generazioni lontane un secolo ) risulta essere il più prezioso per come lo scrittore con Quello che ho da dirvi tenta di instaurare da prospettive diverse, che si irradiano nella storia di una nazione e della sua biografia, una sorta di filo rosso generazionale. Ed è sorprendente come i ragazzi rispondano alle sue sollecitazioni. Dunque un libro più che necessario in un tempo di crisi di senso e di valori condivisi come quello di oggi.

Boris Pahor - Quello che ho da dirvi. Dialogo tra (...) - Nuova Dimensione Portogruaro 2015 - pp. 112 - 12. 50 euro

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