«Province, l’elezione di secondo livello resta un’anomalia da sanare»

LA LETTERA di Mirko Villa - Tavazzano

Egregio Direttore,

con la presente desidero esprimere il mio profondo disappunto in merito al perdurare dell’attuale sistema di elezione degli organi provinciali, alla luce delle recenti consultazioni che hanno portato alla rielezione del Presidente della Provincia di Lodi.

Preme chiarire sin da subito che le considerazioni qui espresse prescindono totalmente dall’esito elettorale e dai soggetti coinvolti, riguardando esclusivamente il quadro ordinamentale e le modalità di esercizio della rappresentanza democratica a livello provinciale.

A distanza di anni dall’entrata in vigore della legge n. 56/2014 (c.d. “Delrio”), il sistema di elezione di secondo livello continua a rappresentare una evidente anomalia nel panorama delle autonomie territoriali. La scelta di superare l’elezione diretta di Presidente e Consiglio provinciale, affidando il corpo elettorale ai soli amministratori locali, avrebbe dovuto trovare una sua compiuta collocazione all’interno di un più ampio processo di revisione costituzionale.

Tale processo, com’è noto, non ha trovato esito positivo a seguito dell’esito del referendum costituzionale del 2016, che ha respinto la riforma complessiva dell’assetto istituzionale dello Stato. In assenza di un intervento organico di rango costituzionale, la permanenza dell’attuale modello elettorale provinciale appare, dunque, priva di un coerente fondamento sistematico.

Ancora più criticamente, la riforma ha inciso su un livello amministrativo storicamente strutturante per l’organizzazione dello Stato, senza una preventiva e coerente ridefinizione della sua architettura complessiva. L’assetto statuale italiano, sin dalla sua formazione, si è sviluppato su base provinciale: ne sono evidente espressione le Prefetture, le Questure, i Comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri, i Comandi provinciali della Guardia di Finanza e le strutture operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Intervenire su tale livello senza una visione sistemica ha determinato un evidente scollamento tra assetto istituzionale, funzioni amministrative e articolazione territoriale dello Stato, lasciando sostanzialmente invariata l’organizzazione periferica dello Stato ma privandola di un corrispondente livello di rappresentanza politica diretta.

Si è venuta così a determinare una situazione ibrida, nella quale le Province continuano ad esercitare funzioni amministrative rilevanti – in particolare in materia di viabilità, edilizia scolastica e pianificazione territoriale – senza tuttavia essere sorrette da un mandato diretto dei cittadini. Ne deriva un evidente deficit di rappresentanza democratica, che rischia di incidere sulla percezione di legittimazione degli organi elettivi e sulla stessa qualità del rapporto tra istituzioni e comunità amministrata.

In tale contesto, ritengo opportuno esprimere con chiarezza una posizione personale: appare non solo auspicabile, ma necessario, procedere alla reintroduzione dell’elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini. Solo attraverso il ripristino di un rapporto diretto tra elettori ed eletti è infatti possibile garantire pienamente i principi di responsabilità politica, trasparenza amministrativa e legittimazione democratica.

Il permanere sine die di tale assetto, peraltro, appare difficilmente giustificabile anche sotto il profilo dei principi di cui agli articoli 1 e 5 della Costituzione, che pongono al centro il ruolo della sovranità popolare e il riconoscimento delle autonomie locali.

Continuare a procedere con elezioni di secondo livello, in un contesto istituzionale rimasto incompiuto, rischia infatti di consolidare una soluzione transitoria che si protrae ormai da oltre un decennio, con evidenti ricadute sul piano della trasparenza, della responsabilità politica e del rapporto fiduciario con i cittadini.

Confidando che queste riflessioni possano contribuire ad alimentare un dibattito pubblico serio e consapevole sul tema, porgo cordiali saluti.

Mirko Villa - Tavazzano con Villavesco

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