McGregor rilegge Stravinskj

McGregor rilegge Stravinskj

Giovedì l’ultima replica al teatro alla Scala

Ultima replica al teatro alla Scala, giovedì 7, del balletto “Afterite + Lore”, rivisitazione in chiave futuristico-catastrofica di Wayne McGregor di due capolavori di Igor Stravinskj: “Le sacre du primtemps” e “Les Noces”. Composti a distanza di qualche anno l’uno dall’altro le due partiture hanno in sé prerogative innovative che nella prima parte del XX secolo diede la stura alla commistione di più arti che attraverso la musica, la danza, le luci, la scenografia potessero concorrere a ridisegnare una nuova condizione esistenziale. In tale contesto, non più appiattito solo al ricordo dello scandalo del “Sacre”, quando fu fischiato alla sua prima uscita pubblica nel 1913 (ma quanti mostri sacri della musica del tempo convennero in quella serata divenuta leggendaria e concordemente apposero il bollino di capolavoro alla partitura), ma traslato al dopo “rito”, al dopo di una vita segnata dalla catastrofe ambientale e dove gli spazi vuoti (tanto per scomodare la terminologia di un altro gigante del teatro di recente scomparso) non hanno che da essere abitati solo da specie sopravviventi alla catastrofe ambientale che ha desertificato la Terra. La suggestione è molta, emotivamente scorretta, i testi capitali richiamano fanta – eco -sociologie e indagini come quella di Rachel Carson, Primavera silenziosa. Elastici temporali che la bellezza tragica della storia dell’umanità si rifletterà anche nel secondo pannello, Lore, in cui la ritualità si recupera nel popolare e nella condivisione, per l’appunto quotidiana dell’esistenza.


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