Lucio Fontana: Il documentario “The Final Cut” esplora la vita dell’artista

CINEMA Il film di Andrea Bettinetti, con la narrazione di Miriam Leone, ripercorre la complessa figura del padre dello spazialismo

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Lodi

La library cinematografica di Nexo Digital sta assumendo sempre più i contorni di una vera e propria biblioteca d’arte visiva. La produzione dedicata all’arte come all’arte moderna e contemporanea si arricchisce questa settimana di un nuovo capitolo, forse il più suggestivo dell’intera distribuzione Nexo. In molti cinema della penisola stasera e domani (nel Lodigiano è il Cinema Moderno che ha in programmazione) Lucio Fontana. The Final Cut è il documentario di Andrea Bettinetti che, con la voce narrante di Miriam Leone e le testimonianze di alcuni dei più grandi artisti del nostro tempo (Pistoletto, Holler, Gormley, Wheeler, tra gli altri), racconta l’esistenza intellettuale e artistica di uno dei due tre forse quattro pittori – scultori più grandi del XX secolo: Lucio Fontana, il pittore dei tagli e dei buchi che però fu molto altro, nel suo andirivieni tra l’Argentina e l’Italia, figlio di emigranti. Ma, anche figlio illegittimo e poi riconosciuto nell’arte del padre e pure del nonno. Pienamente compreso nelle contraddizioni spirituali e politiche del suo tempo, Fontana fu grandioso ceramista, magnifico scultore, prima di scoprire con lo spazialismo una pittura altra. Movimento peraltro inventato da lui stesso, anticipatore di tanta arte ambientale, performativa, povera degli anni dopo lui. Pochi rammentano che morì nel 1968. Era nato a Rosario nel 1899. Dunque, partecipò alla prima guerra mondiale, fu sedotto dal fascismo che ripudiò e entrò dalla testa ai piedi dentro tutti i movimenti artistici del secondo dopoguerra. Questo film lo segue in tutti i suoi spostamenti geografici e creativi.

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