In televisione un filo tra i messaggi di San Francesco e Leopardi

TELEKOMMANDO La nuova puntata della rubrica curata da Fabio Francione

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Un tenue filo conduttore tiene insieme e annoda le trasmissioni dedicate rispettivamente a San Francesco (deus ex machina dell’inedita esegesi, andata in onda proprio il 4 ottobre, del Cantico – questo il titolo del programma e del volume immediatamente già in libreria - è Roberto Benigni) e a Giacomo Leopardi. Per quest’ultimo Aldo Cazzullo ha dedicato su La7 la sua Giornata particolare al momento in cui (siamo nel campo delle ipotesi come per la siepe non siepe del giardino che s’affaccia sulla vallata del Monte Tabor) il Recanatese ha composto o perlomeno pensato di scrivere L’infinito, il suo componimento più celebre. En passant: anche il giornalista e vicedirettore del Corriere della Sera all’Assisiate ha dedicato un fortunatissimo libro, Francesco.

Il primo italiano, trasmissioni e comparsate tv, nonché recital in chiese e teatri, pure lo stesso giorno del Cantico di Benigni. Insomma, un 4 ottobre celebrato forse dal più popolare attore e dal più popolare giornalista italiano.

Non c’è che dire che sia questo un altro tassello di quella biografia della nazione, enciclopedico-televisiva a cui da Rossellini ai bouquet tematici dell’emittente pubblica si è cercato di comporre? Se non che riannodando il filo del discorso sul contatto tra Leopardi e San Francesco si va a parare – e prelevo da un post di casa Leopardi – con un testo manoscritto e una lettera autografa di Monaldo – che “ per celebrare San Francesco nelle sale della biblioteca di Casa Leopardi” si è mostrato in quei giorni il testo manoscritto sulla vita e i fioretti di San Francesco, accompagnato da una lettera autografa di Monaldo Leopardi. Un documento privato in cui condivideva al figlio Giacomo la notizia del “bel codicetto” che avrebbe trovato a casa e che l’avrebbe molto divertito al suo rientro da Pisa. Questo per dire di come la figura di Francesco abbia percorso più strade della cultura italiana e di come il suo messaggio si sia adattato al progresso tecnologico e mediatico: dai codici ai libri, dai libri alla tv e al cinema, dal teatro ai social, in questo anno che si ricordi è stato molto più lungo della sola celebrazione degli 800 anni del suo “transito”; infatti partito un paio di anni prima con l’anniversario delle “stimmate”, la composizione di “Frate Sole” si protrarrà fino al 2028 con la canonizzazione, e si è sicuri che altre sorprese che non scadano solo in un sentimentalismo che poco – come ha notato Massimo Cacciari – poco gli appartennero. Quand’invece a essere fortificato nelle sue parole è ben altro, in una congiunzione tra umano e spirituale che nessuna immagine potrà mai raccontare.

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