Dopo Leonardo tocca a Raffaello, staffetta di celebrazioni

Dopo Leonardo tocca a Raffaello, staffetta di celebrazioni

Cinquecento anni fa moriva il genio di Urbino: mostra online da non perdere

Sarà virtuale, ma non meno affascinante, il passaggio di testimone al tempo del Covid-19 di due anniversari tra i più magnifici che mai celebrati in questo secolo, riguardanti due giganti dell’arte italiana e mondiale: Leonardo e Raffaello. Ancora non spentasi del tutto l’eco delle tante manifestazioni leonardesche, ecco che arriva la ridda di iniziative editoriali, espositive ed esperienziali su Raffaello, di cui oggi ricorre il cinquecentesimo anno della morte, avvenuta e commemorata con grandi onori a Roma il 6 aprile 1520.

La celebrazione più imponente del genio raffaellesco si è avuta il 5 marzo scorso con l’inaugurazione, alle Scuderie del Quirinale e alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di Raffaello 1520–1483. La mostra, curata da Marzia Faietti e Matteo Lanfranconi, con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro (catalogo Skira) è oggi per i decreti governativi visitabile solo online (al link Una passeggiata in mostra https://youtu.be/F3JDrfGfGUk).

Pertanto ben venga la possibilità di “camminare con gli occhi” tra le dodici sale, divise in dieci capitoli, che con superba genialità curatoriale sono state allestite percorrendo a ritroso la vita di Raffaello. Nulla sembra mancare all’appello dalle opere più celebri, prestiti un po’ da dappertutto e la collaborazione della Galleria degli Uffizi sono stati garanzia di risultato e allora ecco che davanti allo sguardo scorrono le immagini più iconiche dell’Urbinate, dalla Tomba collocata al Pantheon (cono d’ombra della carriera di Raffaello) al colloquio intellettuale instaurato tra il pittore e Papa Medici, mediato dal Castiglione, nella sala con i ritratti dei tre protagonisti della celebre Lettera e via via andando a toccare le grandi committenze papali (Leone X e Giulio II) e private (il banchiere Chigi), la rivoluzione ideale dell’immagine femminile (l’amante Fornarina) e gli inizi in bottega dal Perugino e la permanenza a Firenze accanto a geni come Leonardo e Michelangelo.


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