Casa di bambola, quindici anni dopo:
Ibsen a confronto con i ruoli di genere

TEATRO Lucas Hnath porta sul palco delle Vigne di Lodi un seguito della pièce

Una pièce moderna e universale, capace di dialogare con il classico di Ibsen senza tradirne lo spirito. Al Teatro alle Vigne di Lodi sbarca Casa di bambola, Parte 2 (domani, mercoledì, alle ore 20.45), opera di Lucas Hnath che aveva debuttato a Broadway nel 2017 ricevendo ben otto nomination ai Tony Awards, inclusa quella per il “Miglior testo teatrale”. Scritto come sequel del celebre dramma Casa di bambola di Henrik Ibsen, lo spettacolo, ambientato quindici anni dopo la conclusione dell’originale, ha come protagonista ancora Nora (interpretata da Alice Mistroni), una donna più libera e più feroce, pronta a prendere a calci il perbenismo e a mandare a quel paese la tradizione e tutte le etichette. Casa di bambola di Ibsen terminava con Nora che abbandonava marito e figli per intraprendere un viaggio alla ricerca di sé. Ma cosa accade dopo? In Casa di bambola, Parte 2, Hnath risponde alla domanda e fa tornare Nora a casa.

Ma cosa si nasconde dietro la scelta della donna? E cosa significherà il suo ritorno per la famiglia che ha lasciato alle spalle? Nora, diventata una scrittrice di successo e sostenitrice dei diritti delle donne, ha bisogno del divorzio formale dal marito per evitare complicazioni legali. Il linguaggio diretto e incisivo di Lucas Hnath fa emergere le complessità emotiva dei personaggi, portandoli in una dimensione profondamente umana e riconoscibile. Pur trattando temi importanti come l’indipendenza, il matrimonio e le conseguenze delle scelte passate, Casa di bambola, parte 2 è una commedia tagliente, spudorata e irresistibile, che fa ridere a crepapelle.

Lo spettacolo è targato Viola produzioni che dà vita a un nuovo allestimento del testo firmato da Claudio Zanelli: in scena Alice Mistroni, Simone Leonardi, Antonia Di Francesco ed Erica Sani.

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