Sulla Via della seta dopo il deserto finalmente l’arrivo a Samarcanda

IL VIAGGIO Il gruppo di 43 lodigiani in visita all’antica capitale dell’impero timuride

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Finalmente Samarcanda. Sono entrati in questa città i lodigiani che ormai da sette giorni si trovano in Uzbekistan per camminare sulla “Via della seta”, tra deserti e città che offrono un fascino del tutto particolare. Nell’immaginario collettivo Samarcanda evoca l’Oriente, ricco di storia e cultura, ma anche di mistero, capace di stupire e di affascinare chi viene da un altro mondo, quello occidentale appunto. Situata a 700 euro di quota, Samarcanda è stata capitale dell’impero timuride grazie a Tamerlano, uomo colto ed illuminato, che la seppe far crescere all’interno del XIV secolo, dopo che la città aveva subito molte distruzioni a causa di diversi invasori, uno su tutti, Gengis Khan. Fu una delle città più importanti dell’Asia centrale, situata in una posizione strategica lungo quella via che collegava Pechino con Istanbul, via, che proprio perchè vedeva il passaggio della seta, da quel prezioso materiale prese il nome. Le sue moschee, le sue madrasse e i suoi mausolei, uno dei quali dedicato proprio a Tamerlano, emanano un’atmosfera del tutto singolare, soprattutto attraverso i giochi di luce creati dalle migliaia di ceramiche che ne rivestono le facciate. Motivi floreali, versetti del Corano e il nome di Allah ne fanno dei veri e propri capolavori unici al mondo, portando i visitatori a compiere un passo indietro nel tempo immaginando lo splendore dei mondi antichi. Non solo i monumenti, ma anche la vita della città sembra essere segnata dalla sua storia e il bazar, situato nel proprio nel centro, sembra essere un eco di quel passato glorioso.

Bancarelle ricche di frutti, spezie, carne, tessuti e ceramiche ricordano che questa città è stata un centro nevralgico nel commercio del mondo antico, quando ancora non erano state aperte le rotte marine, destinate a rivoluzionare l’economia mondiale. Il gruppo di lodigiani ha avuto modo di visitare anche Shakhrisabz, città natale di Tamerlano situata a circa due ore di macchina da Samarcanda, raggiungibile attraversando il suggestivo passo di Takhtakaracha, incastonato nella catena montuosa del Pamir. Una fatica non da poco, ma che ne è valsa la pena. Un’esperienza, quella che stanno vivendo i turisti provenienti da Lodi, capace di riempire gli occhi della mente e quelli del cuore e soprattutto di aprire gli orizzonti culturali e religiosi, che purtroppo la nostra “vecchia Europa” sembra aver dimenticato. In queste terre, che hanno una storia antica, si possono davvero trovare semi di speranza, perchè si possono incontrare uomini e donne che hanno voglia di creare un futuro nuovo, forse proprio perchè non ancora contaminate da una abbondanza straripante, che come ben ricorda il salmo rende l’uomo come “gli animali che periscono” (dal 49).

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