Nella Bassa il Po piange: è allarme siccità

Il Consorzio Muzza si sta già preparando all’emergenza

Nella Bassa il Po piange: è allarme siccità
Il livello del Po tra Somaglia e Orio
(Foto di Tommasini)

È inizio marzo, ma il Po nella Bassa appare come a Ferragosto. Poco acqua, sabbia, isolotti di terra. In certi punti lo si potrebbe quasi attraversare a piedi. Da oltre due mesi infatti non piove e non nevica in maniera significativa. È stato un inverno asciutto e poco nevoso. I fiumi dunque non si sono ingrossati e in montagna non si sono formate le riserve di neve abbastanza solide e copiose per scongiurare problemi nella stagione estiva. Il Grande Fiume infatti, al Ponte della Becca, è arrivato a scendere fino a -3 metri nelle scorse settimane. E ieri il lago di Como (dal quale giunge nel Lodigiano l’acqua passando per il fiume Adda e inserendosi nel sistema di canalizzazione irrigua messo a punto dal Consorzio Bonifica Muzza) registrava -25 centimetri. Dati non in linea con quelle che dovrebbero essere le medie stagionali.

«La situazione è critica - conferma Ettore Grecchi, presidente del Consorzio Bonifica Muzza Bassa Lodigiana -: senza riserve nevose e in assenza di piogge da oltre due mesi la stagione irrigua si preannuncia difficile, per questo bisogna adottare preventivamente misure di contenimento; purtroppo anche le poche recenti nevicate sulle montagne non hanno garantito ristoro - conclude -, è neve che si scioglie velocemente». A scopo preventivo, in vista della stagione estiva, il Consorzio ha già avviato un’opera di ottimizzazione dell’acqua.

Nei giorni scorsi il Servizio idrometeorologico di Arpa Lombardia, in base alle elaborazioni relative ai singoli bacini idrografici, ha evidenziato dati che variano da un minimo discostamento dalla media per il bacino del Sarca-Mincio (-17.6%) a un massimo per il bacino del Brembo (-74.4%). In generale in Lombardia, il totale della riserva idrica (grandi laghi + invasi artificiali + SWE), settimana scorsa era calato dell’8.2% rispetto alla settimana precedente, attestandosi a livelli nettamente inferiori (-53.5%) alla media del periodo 2006-2020. Nel dettaglio, considerando le singole componenti della riserva idrica, i valori sono in generale prossimi a quelli minimi del periodo di riferimento 2006-2020.

Fanno eccezione, in positivo, il lago di Como (+100.2%), gli invasi artificiali del bacino del Brembo (+186.2%), del Serio (+125.3%) e del Chiese (+538.0%) e la riserva contenuta nei laghi d’Idro (+172.0%) e di Garda (+63.1%). (ha collaborato Sara Gambarini)

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