Passerini: «Stiamo ancora aspettando le mascherine da Roma»
Il palcoscenico della serata finale della festa della Lega a Milano Marittima

Passerini: «Stiamo ancora aspettando le mascherine da Roma»

Il sindaco di Codogno alla festa della Lega a Milano Marittima

Laura Gozzini

«La sanità lombarda credo sia stata quell’eccellenza che ha consentito di non lasciare nessuno per strada, di non abbandonare nessuno negli ospedali». Tra i sindaci leghisti invitati alla serata conclusiva della festa della Lega a Milano Marittima martedì sera, il sindaco di Codogno Francesco Passerini ha difeso l’orgoglio lombardo e la dignità dei cittadini codognesi e lodigiani nell’affrontare l’emergenza covid. Rivendicato il ruolo di Province e Comuni nella gestione dei sostegni a famiglie e imprese. «A tornare indietro a quel 21 febbraio vengono ancora i brividi – ha detto rispondendo alla giornalista Gaia Mombelli che gli chiedeva di raccontare i mesi difficili della pandemia -. In quei giorni le colonne sonore sono state purtroppo il rumore delle ambulanze e le campane che suonavano continuamente a morto. Dal 21 febbraio al 18 maggio mediamente nella nostra comunità c’erano 80-90 decessi, quest’anno sono stati 224». Un dramma riassunto in un’immagine che non si leva di dosso: «Abbiamo dovuto aprire la chiesa per far sì che nessuno dei nostri fratelli caduti potesse avere almeno l’accoglienza della comunità per l’ultimo viaggio» ha ricordato il primo cittadino.

Ma nel suo intervento dal palco di Milano Marittima, davanti ai militanti e dirigenti leghisti, Passerini non ha mancato di lanciare anche frecciate al Governo: «In Lombardia è caduto un “meteorite” – ha detto significando l’emergenza coronavirus -. Quello che il giorno prima era scontato, ovvio, la mattina dopo era impossibile. E a livello governativo non ci sono stati aiuti, Comuni e Province sono stati i primi a sostenere le comunità».

Premessa per lanciare un affondo diretto al presidente del consiglio: «Il 20 febbraio il premier Conte diceva che il rischio di contagio in Italia era zero e il 21 febbraio avevamo già 400 persone contagiate, persone malate che da lì a poche ore sono state intubate e ricoverate in terapia intensiva. Regione Lombardia cura da sola un numero di terapie intensive pari a 10 regioni». E ancora: «Le mascherine (da Roma, ndr) le stiamo ancora aspettando adesso e l’apertura delle scuole non si è capito quando sarà. I Comuni sono gli enti che hanno il maggior indice di efficienza per tramutare l’investimento sul territorio e portare gettito ai cittadini. A Codogno abbiamo sviluppato un bando per dare supporto alle micro-imprese. Passati 28 giorni avevano il bonifico sul conto corrente, e sono le stesse attività che da 4 mesi e mezzo aspettavano la cassaintegrazione del Governo. Stiamo cercando di dare supporto alle comunità riducendo le imposizioni locali con le risorse che abbiamo. Qualcosa è arrivato dal Governo ma è poco per sostenere un piano di rilancio».


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