NELLA BASSA La rassegna enogastronomica riprende con quattro ristoranti
Gianluca Gennari, presidente dell’associazione Radici e titolare della Vecchia Corte di Cavacurta (Foto by Gambarini)

NELLA BASSA La rassegna enogastronomica riprende con quattro ristoranti

Si torna a tavola dopo la sospensione per il Covid

Sapore, competenza, cordialità: riparte il percorso enogastronomico “Un Po della Bassa”, interrotto a causa della pandemia, e lo fa portando sulle tavole i piatti della tradizione contadina e lodigiana. “La rinascita dei nostri sapori”, questo infatti è il tema scelto per la 16esima edizione dell’iniziativa promossa dall’associazione Radici di Cavacurta, unitamente a Confcommercio-Ascom, e che vede all’opera quattro trattorie-ristoranti della Bassa: La Vecchia Corte di Cavacurta, L’osteria del Gallo di Brembio, L’Osteria di Codogno e Cochera Blanca di Somaglia.

I menu a prezzo fisso proposti dai ristoratori saranno in carta dal 29 ottobre fino all’8 dicembre. Si spazia dal risotto con salsiccia lodigiana e chiodini alla faraona in umido, fino al gorgonzola (di Croce) e alla torta di Casale. Prenotazione obbligatoria, necessario il green pass. «La rassegna “Un Po della Bassa” è partita nel 2013 e si caratterizza per due edizioni all’anno, una autunnale e una invernale-primaverile - spiega Gianluca Gennari, presidente dell’associazione Radici e titolare della Vecchia Corte di Cavacurta -: fra il 2020 e l’inizio del 2021 la pandemia ci ha costretti però a sospendere l’iniziativa ed ora ripartiamo; in alcune edizioni il numero di ristoranti è stato maggiore - osserva -, ma d’altronde il Covid non ha impattato su tutti allo stesso modo e ognuno nella propria ripartenza fa giustamente le sue scelte. Lo scopo dell’iniziativa messa in campo anni fa comunque rimane sempre lo stesso, fare rete fra i ristoratori del territorio».

Isacco Galuzzi di Confcommercio Ascom conclude: «La ripresa di questa iniziativa è di certo un bel segnale dopo un periodo difficile per le attività: la formula è sempre la stessa ed è ormai consolidata». E se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato è proprio che non sempre occorre andare lontano: l’eccellenza è spesso e anche nella porta accanto. È nel proprio territorio, con i suoi sapori e con i suoi palazzi, i suoi fiumi da scoprire. Non resta che dire buon appetito.n


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