Manifestano contro Salvini a Codogno, coperte d’insulti su Facebook
Le due ragazze con i cartelli esposti durante la recente visita di Salvini

Manifestano contro Salvini a Codogno, coperte d’insulti su Facebook

Una foto pubblicata sul profilo di una senatrice leghista scatena l’odio sul web

Le figlie della preside dell’Ambrosoli Antonia Rizzi coperte d’insulti sessisti sulla pagina Facebook della senatrice della Lega Roberta Ferrero. Ieri le ragazze, entrambe maggiorenni, si sono presentate in caserma. E sono pronte a presentare querela. A scatenare l’odio è stata la foto scattata alle sorelle domenica a Codogno in occasione della visita di Matteo Salvini, quando insieme a tre amici erano scese in piazza con i cartelli “non ci rappresenti” e “non si specula sui morti” in segno di dissenso verso il “Capitano”.

La senatrice Ferrero l’ha subito postata il giorno stesso su Fb e Instagram, scatenando la violenza social: oltre 2000 commenti di cui i più gentili etichettano le ragazze come “sardine” pagate per manifestare contro Salvini, ma la stragrande maggioranza contiene offese pesanti rivolte non solo a loro ma anche ai genitori. Improperi che la preside Rizzi ha deciso di denunciare in una lettera aperta condivisa dal gruppo “Io per te” fondato dalla psicologa Alessandra Locatelli per contrastare la violenza sulle donne.

«Condivido con voi una storia personale, emblematica però del triste livello d’inciviltà del nostro Paese - scrive Rizzi -. Domenica Salvini è stato a Codogno. Non entro in un dibattito politico: sono convinta che ognuno abbia il diritto di votare e sostenere il partito che meglio lo rappresenta, ma credo anche che non si possa pretendere di zittire tutti coloro che la pensano diversamente. Le mie figlie con alcuni amici erano in piazza con alcuni cartelloni (non volgari, non offensivi) per far presente che Codogno non è solo Lega. Sono state fotografate. La foto è stata pubblicata sul sito dell’Ansa e via via su molti siti d’informazione. È stata anche postata da una senatrice leghista sui suoi profili social. E lì si è scatenato l’inferno». Che la madre riassume: «Le mie figlie sono state attaccate duramente, insultate, derise. Ovviamente, essendo donne, hanno ricevuto insulti di tipo sessista, sono state invitate a prostituirsi, a mettersi a disposizione dei migranti sui barconi per prestazioni varie. Molte persone che non conosciamo le hanno minacciate, esortate al suicidio. Padri di famiglia, nonni che sui loro profili postano le foto dei nipotini, si sono offerti di...(omissis)».

La preside allega il link di Ferrero. «Se avete la voglia e lo stomaco di leggere quello che oltre 1300 persone hanno avuto il coraggio di scrivere contro due ragazze giovanissime, che non hanno fatto nulla di male», scrive. Decisa ad andare a fondo della faccenda: «Io non mi rassegno. Siamo state dai carabinieri e ora presenteremo una denuncia». Ieri pomeriggio il sindaco di Codogno Francesco Passerini ha telefonato alla preside esprimendole solidarietà.


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