IL PUNTO Il partito della Meloni infoltisce le sue fila a Lodi ma deve guardarsi da “feudi interni” e alleati
Lodi, all'Isola Caprera, in pompa magna, si inaugura il Circolo Ambientale - Lodi Futuro

IL PUNTO Il partito della Meloni infoltisce le sue fila a Lodi ma deve guardarsi da “feudi interni” e alleati

Venerdì l’inaugurazione di un nuovo “circolo” guidato da Cominetti

Avrà il suo bel da fare il segretario provinciale Gianmario Invernizzi, che pure è politico navigato e gode dell’appoggio della potente Daniela Santanché, nel tenere a bada le varie anime di Fratelli d’Italia in provincia di Lodi. Quello di Giorgia Meloni è il partito oggi più vivace sul territorio - almeno nelle persone che avvicina e nell’attivismo, poi si vedrà il reale peso elettorale - ma tiene insieme varie anime ed esperienze politiche che in taluni casi, come l’ultima arrivata Patrizia Baffi ma anche Giuliana Cominetti, affondano le radici nel centrosinistra.

L’ultimo nato a Lodi, il raggruppamento presentato venerdì proprio da Giuliana Cominetti, segue di poche settimane l’annuncio di una precedente realtà composita, tutta nell’alveo del centrodestra, quella dell’assessore Stefano Buzzi, uomo vicino all’europarlamentare Carlo Fidanza, che ha chiamato a raccolta alcune figure pubbliche della città per aprire un cantiere in chiave elettorale e dire che Fratelli d’Italia è nel centrodestra ma non vuole essere posta un gradino sotto la Lega, non vuole giocare insomma un ruolo minoritario.

Da verificare, nei prossimi mesi, se e come le iniziative di Buzzi prima e di Cominetti ora si intrecceranno (amalgheranno) con la segreteria cittadina. Intanto occorre registrare la chiusura della sede di corso Umberto e il silenzio mediatico di uno degli uomini di punta del partito a Lodi, quell’Andrea Dardi che la scorsa estate, alla festa sovranista dell’Isola Caprera, aveva annunciato convintamente la ricandidatura della leghista Sara Casanova a sindaco di Lodi, facendo storcere il naso a qualcuno nel partito.

Insomma, nel capoluogo Fratelli d’Italia cresce in consiglio comunale (l’efficace campagna acquisti messa a segno da Invernizzi non è passata inosservata e ha agitato gli alleati, soprattutto Maggi), invoca un maggior peso nella coalizione guidata da Sara Casanova ma dovrà anche cercare di concretizzare al momento del voto locale il forte attivismo di cui è protagonista; attivismo non sempre sincronizzato, come nel caso del “sostegno-non sostegno” alla figura di Caretta quale presidente di Santa Chiara. E questa è la sfida più difficile, soprattutto nelle amministrative.

Ma non c’è solo Lodi. Tra i circoli più attivi sul territorio spunta quello che a Sant’Angelo è stato dedicato a Sergio Gallotta. Nel panorama barasino il gruppo guidato da Eugenio Carriglio si sta facendo notare per la vivacità e numerosità delle iniziative e via via sta superando da destra la Lega sui temi caldi, uno su tutti la battaglia per la sicurezza. Al netto della grana Di Sopra (la notizia della condanna è stata ripresa perfino da Repubblica e Corriere della Sera), il partito guarda al voto locale del prossimo autunno con fiducia e ambizione. L’alleanza di centrodestra a sostegno del sindaco uscente Maurizio Villa (Lega) non appare in discussione, di certo andranno definiti pesi e contrappesi, con Fratelli d’Italia che potrebbe alzare la posta, soprattutto alla luce della difficoltà elettorale di Forza Italia, un tempo vero partito acchiappavoti santangiolino ma oggi ridotta a ben poca cosa, almeno alla luce degli ultimi dati elettorali.

Cerca la riconferma un altro sindaco del Carroccio, Francesco Passerini. Il primo cittadino uscente di Codogno, insieme agli assessori regionali Pietro Foroni e Guido Guidesi, è il leghista lodigiano maggiormente in vista. Ma anche nel suo “feudo” qualche equilibrio potrebbe cambiare, soprattutto se Patrizia Baffi - neoacquisto di Fratelli d’Italia sulla base di trattative regionali e non tutti nei bassifondi del partito hanno gioito - dovesse avviare una campagna elettorale a tappeto proprio nella sua città, dove, con la coalizione di centrosinistra ai tempi della candidatura di Vincenzo Ceretti, fece incetta di consensi personali. Non metterebbe in dubbio la leadership di Passerini ma il suo iper-attivismo potrebbe risultare “ingombrante”.


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