Da Ellis Island a oggi, la “lezione” di Perec

Fabio Francione

L’Archinto riedita drizzando le antenne su uno dei problemi più scottanti della contemporaneità, Ellis Island. Storie di erranza e speranza, testo dello scrittore francese Georges Perec originariamente nato per un documentario. È il tema degli incontrollati flussi migratori provenienti sia dalle zone di guerre sia da zone in cui carestie e cambiamenti climatici costringono uomini e donne “a cercar fortuna” in Occidente. Ma c’era un tempo in cui anche dall’Europa si fuggiva e si andava a cercar fortuna nel “Nuovo Mondo”: solo che per arrivarci c’era una stazione obbligata di fermata, Ellis Island, proprio di fronte alla baia di New York. Per qualcuno quell’isolotto poteva essere anche la porta di sbarramento d’entrata e l’ultima perduta illusione di una nuova libertà. Perec, con grazia e usando differenti registri, cerca di capire attraverso l’abbandono e la rovina del luogo come “ascoltare” ancora le voci di chi vi ha gridato o gioito. La sua è pertanto la ricerca di un comune sentire che funga da non solo da monito, ma anche da speranza per chi sembra ieri come oggi averla per sempre perduta.

Georges Perec - Ellis Island. Storie di erranza e di speranza - Archinto Milano 2017 pp. 65 10 euro

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