Shock ludopatia, sono cento i casi in cura al Sert

Shock ludopatia, sono cento i casi in cura al Sert

Cristina Vercellone

Malati di gioco, sono un centinaio i casi in cura al servizio dipendenze di Lodi. Per questo è nata una rete di scuole, che ha come capofila il Maffeo Vegio, per affrontare il problema a partire dai banchi di scuola, insieme all’Asst e alla cooperativa Le Pleiadi, con il sostegno della Fondazione Comunitaria.

Il via alla lunga fila di progetti sarà venerdì 6 ottobre, alle 10.30, presso l’Itis Volta di viale Giovanni XXIII con l’intervento dello scrittore, giornalista e regista Diego Cugia. In questa occasione sarà presentata anche un’iniziativa innovativa per il territorio, lo spazio di ascolto per i pazienti con problemi di gioco e i loro familiari, in corso Archinti 69. L’inaugurazione sarà la mattina del 13 ottobre, poi lo spazio sarà aperto due giorni alla settimana, come supporto alle attività dell’Asst.

Venerdì Cugia, invece, proporrà i suoi pensieri sotto forma di “conferenza rock”, mentre nel programma sono previsti anche “incursioni musicali” a cura di Cristiano Uggeri, infermiere e risk management dell’Asst di Lodi, un intervento della responsabile del servizio dipendenze dell’Asst Concetta Varango, del coordinatore della prevenzione dipendenze dell’Asst Celeste Zagheno e della preside del Vegio Laura Fiorini. «Era uscito un bando dell’ufficio scolastico regionale riservato alle reti di scuole che promuovono salute - spiega la docente del Vegio Carla Torri che è referente del progetto Ludopazzie -. Dovevano premiare 5 progetti in Lombardia e noi siamo stati premiati. Le scuole coinvolte, oltre al Vegio, sono tutti i 5 istituti comprensivi di Lodi, poi i due di Sant’Angelo, Collodi e Morzenti, Mulazzano, Borghetto, Codogno, Somaglia, Castiglione, Livraga, Casale e Maleo. Per le superiori, invece, ci sono il Volta, il Bassi, l’istituto d’istruzione superiore di Codogno e il Cesaris di Casale. Abbiamo pensato di offrire attività diversificate, adeguate ai bambini di tutte le età, dall’infanzia alle superiori. Insieme al dipartimento dipendenze abbiamo previsto attività di formazione per i docenti sulle “Life skills”, promuovere nei giovani le capacità di valutare criticamente le situazioni, potenziare le loro capacità di resistenza e le loro abilità. Il secondo obiettivo è far passare la lotta al gioco attraverso le materie disciplinari, per esempio matematica. La maggioranza delle attività comprende esperienze di laboratorio, non la tradizionale lezione cattedratica con l’esperto in aula. Proporremo le roulette in classe, faremo giocare i ragazzi, accompagnandoli nelle dinamiche del gioco patologico e poi riproporremo i giochi di una volta, di scambio, partecipazione e relazione. Li porteremo alla mostra interattiva, presso la Fabbrica del vapore di Milano, allestita dalla società Taxi 1729, che consente ai ragazzi di fare diverse esperienze, a partire dal mini casinò. Avremo poi un laboratorio sull’uso e l’abuso delle nuove tecnologie: conoscere gli strumenti per usarli al meglio. Nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, invece, è in vista l’idea di mandare i ragazzi delle superiori nelle classi dei più piccoli, per giocare con loro e costruire insieme un libro che ci piacerebbe venisse poi presentato dagli stessi ragazzi ai loro genitori. Stiamo cercando un editore»

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